Novas sardas de sa chida, settimanale on-line della Fondazione Sardinia, Anno III, n° 24, domenica 22 giugno 2014.

IN CUSTA CHIDA:  notiziario della settimana in Sardegna.

 

La conferenza nazionale della Cecchignola:  SARDEGNA, REGIONE ILLEGITTIMA DELL’ITALIA. 0. Il 68 per cento di tutto ciò che viene organizzato dalla Difesa avviene nella nostra terra. La politica si ribella da anni, il Consiglio regionale si è trovato compatto l’altro giorno nel contestare quest’ingiustizia, ma non basta. Le stellette sono più tenaci degli ordini del giorno unitari, delle manifestazioni di piazza, dei sit-in pacifici. Loro, i militari, trovano sempre una giustificazione per spiegare il senso dei giochi di guerra, gli spari, gli addestramenti per mare e nei cieli sardi. Alla faccia di chi rivendica la mappatura dello status quo (che non c’è), almeno un riequilibrio (promesso), o vuole esercitare il sacrosanto diritto allo sviluppo, del turismo magari, visto che le esercitazioni militari (che s’interrompono solo dal 20 giugno al 20 settembre) bloccano di fatto questa attività, che, secondo la stima del deputato del Movimentio 5Stelle Roberto Cotti , «è penalizzato di almeno dieci miliardi». È questo il senso della prima giornata della seconda Conferenza nazionale sulle servitù militari che si svolge a Roma a 33 anni di distanza dalla prima.

La conferenza nazionale della Cecchignola:  SARDEGNA, REGIONE ILLEGITTIMA DELL’ITALIA. 1.In Puglia hanno liberato una parte recintata del Parco nazionale dell’Alta Murgia, fra Barletta e la provincia di Bari, e lì non solo ridurranno le esercitazioni, collaboreranno con studi di ricerca pubblici e privati a un progetto per «la coltivazione di piante destinate a bonificare dai metalli pesanti i vecchi poligoni». È andata ancora meglio al Friuli: la riduzione drastica, nel numero e nell’estensione, delle servitù militari, con la restituzione immediata di «diverse strutture ormai inutilizzate dalle Forze Armate dopo il disfacimento del blocco dei Balcani»; il Friuli ha ottenuto dal ministero il pieno coinvolgimento dell’università di Trieste in diversi progetti destinati alla ricerca scientifica e tecnologica militare. Quelle che Pigliaru chiedeva che venissero in Sardegna?

La conferenza nazionale della Cecchignola:  SARDEGNA, REGIONE ILLEGITTIMA DELL’ITALIA. 2. Sottoscrivono l’intesa i presidenti Serracchiani (Friuli) e Vendola (Puglia) Non firma l’accordo con la Difesa e detta le sue condizioni. La ribellione di Francesco Pigliaru si celebra a mezzogiorno, quando, con una overdose di coraggio alimentato da chi sa di avere ragione da vendere, annuncia al popolo delle stellette che lui, a nome dei sardi, quel protocollo con la Difesa non lo firmerà. E che nessuno si permetta di convincerlo del contrario perché lui è qui alla seconda (la prima risale a 33 anni fa) Conferenza nazionale delle servitù militari per «dire no ai ritualismi e uscire dalle secche degli ultimi decenni visto che i cittadini della Sardegna protestano da troppo tempo senza essere ascoltati».

La conferenza nazionale della Cecchignola:  SARDEGNA, REGIONE ILLEGITTIMA DELL’ITALIA. 3. Pigliaru cita Mario Melis, per ricordare la sua sintesi politica, alla fine della prima conferenza nazionale sul tema (1981). «C’è una evidente sproporzione – tuonò il leader sardista – tra il prezzo che pagano altre Regioni con quello pagato dalla Sardegna: bisogna alleggerire il peso militare e riequilibrare la presenza». Risale addirittura al 1980 un ordine del giorno del Parlamento su questa esigenza, e al 2012 la discussione sulle dismissioni dei Poligoni di Teulada e Capo Frasca. In aperta polemica con il generale Giovanni Battista Borrini, sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, che poco prima si era affannato a ribadire che «la presenza dei Poligoni è essenziale e determinante» per il Paese, Pigliaru chiede con fermezza di «cambiare copione. Non siamo di fronte a un fastidio tollerabile, né a un livello di lamentela tattica. I sardi sono un popolo pacifico, e generoso che storicamente hanno pagato un prezzo elevatissimo allo Stato e non accetta che questa presenza sia un fatto immutabile».

La conferenza nazionale della Cecchignola:  SARDEGNA, REGIONE ILLEGITTIMA DELL’ITALIA. 4. A giudizio del Presidente della Regione «esiste il rischio che s’intacchi la fiducia tra i diversi livelli istituzionali. La Sardegna non è antimilitarista, è orgogliosa della Brigata Sassari e di ciò che fa nel mondo, ma si trova di fronte a un anacronismo corredato dall’indifferenza ai temi della libertà e della giustizia al diritto di uno sviluppo economico. Ci è stato detto che la Difesa investirà 91,5 milioni, una cifra importante. Ebbene, chiediamo la quota parte, in funzione dell’ingiustizia patita».

La conferenza nazionale della Cecchignola:  SARDEGNA, REGIONE ILLEGITTIMA DELL’ITALIA. 5. LE CIFRE «Il 65 per cento della servitù – ricorda Pigliaru e chi l’avesse dimenticato – si trova nella nostra Regione, che rappresenta il 2 per cento della popolazione. Trentamila ettari di Sardegna sono occupati dai militari, e 80 chilometri di costa sono off limits. In periodi di spending review l’unico settore nel quale non ci sono tagli è questo, e anche i dati sul monitoraggio ambientale non sono né certi né chiari: tutto ciò è troppo, non è tollerabile». LE RICHIESTE Rammentando il contenuto votato all’unanimità dal Consiglio regionale solo pochi giorni fa, il governatore ha elencato le richieste per arrivare a una… pace con la Difesa. «Il rilascio del compendio Porto Tramatzu-Spiagge Bianche a Teulada, dove c’è uno stabilimento balneare militare, un benefit della Difesa, e l’abbandono del deposito di munizioni a Guardia del Moro, isola di Santo Stefano. Lo Stato taglia le scuole, e lascia le bombe in un parco: i sardi vogliono più scuole e meno bombe». Le altre rivendicazioni sono: la tutela ambientale e della salute, la definizione di tempi certi per il riequilibrio delle servitù militari, la riconversione dei Poligoni con i programmi di ricerca tecnologica da localizzare in Sardegna, la quantificazione dei costi dei mancati sviluppi nei Comuni in cui insistono i Poligoni, la dismissione e acquisizione al patrimonio regionale dei beni del Demanio militare, l’estensione del periodo delle esercitazioni dal 1° giugno al 30 settembre, l’immediata esclusione degli indennizzi dal patto di stabilità, e l’istituzione nei Poligoni di osservatori ambientali indipendenti». Otto punti irrinunciabili. E il ministro ne ha preso nota.

La conferenza nazionale della Cecchignola:  SARDEGNA, REGIONE ILLEGITTIMA DELL’ITALIA. 6. Sorretto dai sindaci sardi (presenti anche nella seconda giornata della Conferenza), Francesco Pigliaru accoglie con soddisfazione la mediazione del ministro della Difesa che ha riconosciuto la validità delle osservazioni e la legittimità delle richieste. «Con la Sardegna – promette Roberta Pinotti – l’intesa è ancora possibile, nonostante nel Protocollo manchi la firma del Presidente. Il mio impegno è quello di aprire un tavolo bilaterale Difesa-Sardegna per arrivare a un accordo soddisfacente». A giudizio del ministro «va creato un nuovo rapporto tra Difesa e Paese, dopo aver capito le ragioni di chi sostiene l’ineluttabilità delle esercitazioni».

La conferenza nazionale della Cecchignola:  SARDEGNA, REGIONE ILLEGITTIMA DELL’ITALIA. 7. Dopo avere simbolicamente occupato le dune di sabbia di Porto Pino, linea di demarcazione tra la spiaggia libera e quella occupata dal Poligono di Teulada, il deputato di Unidos, Mauro Pili, è stato denunciato a piede libero per occupazione abusiva di una base militare. «È quello che volevo», ha detto Pili. Ora voglio un pubblico processo per poter spiegare con carte alla mano che lo Stato impedisce ai sardi di godere di questo straordinario patrimonio e nel contempo lo utilizza per distruggerlo a colpi di bombe e missili. Aver vietato agli archeologi di verificare lo stato dei siti nuragici e punici è una violenza inaudita al popolo sardo e alla sua storia. Così come è inaudito l’utilizzo di mezzi come elicotteri per una manifestazione pacifica di un movimento di libertà come il nostro». In un video – pubblicato su Youtube e girato dai partecipanti alla marcia sulle dune, successiva alla contro conferenza sulle servitù organizzata a Teulada dal deputato, si vedono infatti militari schierati, carabinieri, polizia e un elicottero che ha volteggiato sulle bandiere dei Quattro Mori portate da Pili e dagli altri manifestanti sino al perimetro della base nella nota località turistica dell’Isola». Intanto il delegato del Cocer-esercito Renato Cammarata accusa Pili di aver creato «un clima di malessere e preoccupazione, nel personale militare e relative famiglie». Se si riducessero le basi si metterebbero a rischio mille famiglie e ci sarebbe un impoverimento del tessuto economico e sociale del territorio visto che il poligono Militare di Capo Teulada è la prima realtà economica del Sulcis».

La conferenza nazionale della Cecchignola:  SARDEGNA, REGIONE ILLEGITTIMA DELL’ITALIA. 8. Coro di consensi per Il no di Pigliaru alla firma del protocollo d’intesa con il ministero della Difesa sulle servitù militari ha scatenato una serie di reazioni a catena a favore del presidente. Il deputato del Pd Caterina Pes, il senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Cotti,  il segretario generale della Cgil Michele Carrus, Legambiente, il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, Attilio Dedoni, Michele Cossa, coordinatore regionale dei Riformatori, è d’accordo con Pigliaru. ».

La conferenza nazionale della Cecchignola:  SARDEGNA, REGIONE ILLEGITTIMA DELL’ITALIA. 9. Plauso dell’Irs: «Lo Stato deve capire che non siamo una colonia».

Il leader degli indipendentisti, Gavino Sale, spiega che il prossimo passo è quello di aprire un «tavolo di negoziazione paritario Sardegna-Italia, grazie al quale circoscrivere tempi e modi della dismissione dei poligoni militari. Inoltre, non è più rinviabile la quantificazione esatta dei costi e danni che decenni di servitù hanno provocato nell’Isola. Identico discorso – sottolinea Sale – vale per le bonifiche, le quali vanno portate a compimento senza più indugi”.

La conferenza nazionale della Cecchignola:  SARDEGNA, REGIONE ILLEGITTIMA DELL’ITALIA. 10. «Mentre siamo qui riuniti, a Roma c’è un incontro dove i sindaci dei paesi sardi interessati dalle servitù militari e i rappresentanti della Commissione parlamentare non potranno parlare. Gli amministratori delegati delle aziende belliche, invece, avranno voce in capitolo, e sappiamo già che neanche un metro quadro dell’Isola verrà sottratto alle esercitazioni militari». In una sala gremita, nel pomeriggio di mercoledì scorso a Teulada il deputato Mauro Pili ha presieduto la “Prima conferenza del popolo sardo”. Tra i tanti intervenuti, anche l’archeologo Giovanni Ugas e il sindaco di Ghilarza, Stefano Licheri. «Hanno modificato per sempre questa costa a suon di missili e bombe – attacca Pili – mi chiedo se uno scempio simile sarebbe mai stato permesso a Roma. All’epoca di Cavour la Sardegna venne privata di 250 mila ettari di foresta per pagare i debiti del Regno, poi ci scelsero per portare le industrie petrolchimiche e le basi militari: rivendichiamo il diritto di essere protagonisti nella nostra terra». Dopo l’incontro a Teulada parte del gruppo si è diretto alle dune di Porto Pino dove, nei giorni scorsi, tanti turisti, insieme ai gestori degli stabilimenti balneari, hanno protestato per quei giochi di guerra a due passi da sdraio e ombrelloni. “Armati” di bandiere i manifestanti sono arrivati alla seconda spiaggia con Pili per poi dirigersi verso le dune “proibite”, quelle dove fino a poco tempo fa c’era il filo spinato e il cartello “Zona militare, limite invalicabile” e dove ora, durante le esercitazioni, c’era un piccolo presidio di militari davanti ai quali i turisti si scattavano le fotografie. Ieri il gruppo, sorvegliato dall’alto da un elicottero dei carabinieri, è stato accolto da un presidio di alcune decine di militari: «Sembrava uno scontro di guerra – ha detto Luciano La Mantia, gestore dello stabilimento Luna beach – ma il nostro scopo, piantando le bandiere sarde in cima alle dune, era solo quello di portare ai militari il grido di un popolo che rivuole la sua terra».

La conferenza nazionale della Cecchignola:  SARDEGNA, REGIONE ILLEGITTIMA DELL’ITALIA. 11. Uno scheletro appeso sotto i portici di via Roma, gli slogan “Voglio la mia terra libera” e “Stop a veleni e radiazioni” sugli striscioni e sulle t-shirt. I militanti del comitato Gettiamo le basi si sono ritrovati ieri sotto il palazzo del Consiglio regionale, in via Roma, per far sentire la propria voce. «L’Assemblea e il governatore hanno finora ignorato le nostre richieste e proposte, presidieremo il palazzo per ribadire le nostre priorità», annunciano i manifestanti. Priorità che non si stancano di ripetere in tutte le occasioni utili, sintetizzate nell’acronimo “Serrai” (cioè, chiudere): sospensione delle attività dei poligoni, evacuazione dei militari, ripristino ambientale e bonifica, risarcimento, annichilimento-ripudio della guerra e delle basi, impiego delle risorse a fini di pace. «Il diritto di uguaglianza non si mendica ma si rivendica», ha spiegato Mariella Cao, presidente del comitato, puntando l’indice contro la politica del presidente Pigliaru sulle servitù militari. Linea emersa dopo l’audizione alla Commissione Difesa della Camera in cui il capo dell’esecutivo regionale aveva proposto di riequilibrare il peso militare sopportato dall’Isola, oltre a suggerire la smilitarizzazione di Teulada e Capo Frasca e uno stop alle esercitazioni più prolungato durante il periodo estivo. Una posizione che il comitato definisce «miseramente insufficiente ed eticamente inaccettabile». «Il riequilibrio non è una novità ma è sancito da una legge da sempre disattesa. Ci sono tutti gli strumenti per portare avanti questa battaglia senza mendicare briciole», ha sottolineato Cao, ribadendo la richiesta di sospensione delle attività militari, le bonifiche e i risarcimenti.

La  SARDEGNA ASSENTE. Accordo Pd-Fi-Lega. Il Senato non sarà elettivo. Infrastrutture, energia, commercio con l’estero, promozione turistica sono materie che passano dalle Regioni allo Stato, il Cnel viene abolito, le indennità dei consiglieri regionali diventano come quelle dei sindaci. L’assemblea di Palazzo Madama sarà composta da 100 senatori, anzi di 95 più 5: i primi eletti dai Consigli regionali in rappresentanza di Regioni e Comuni, i secondi nominati dal presidente della Repubblica (tra questi rientrano gli attuali senatori a vita). Tra i 95 «territoriali» 74 sono scelti tra i consiglieri regionali, gli altri 21 tra i sindaci . Ogni Regione eleggerà un numero di senatori in proporzione al proprio peso demografico.

IL MISTERO: PRCHE’ E’ STATA CHIUSA LA CONSERVATORIA DELLE COSTE. Continua a far discutere, e parecchio, il commissariamento della Conservatoria delle coste. Le bordate più pesanti arrivano non dall’opposizione in Regione, ma da ecologisti e imprenditori solitamente considerati vicini all’esecutivo guidato dall’economista sassarese. Di più. Non c’è giorno che non ci siano prese di posizione contro questo provvedimento. Chi si vuole favorire?

 

Il giudice Fiordalsi chiede l’incriminazione per falso dell’esperto amico dei militari. Un nuovo indagato per i veleni di Quirra. È Giorgio Trenta, il professore che il 19 giugno del 2012 riferì alla commissione Uranio impoverito del Senato sul poligono di Perdasdefogu sostenendo che: «L’irradiamento da torio, più blando, è ancora meno pericoloso di quello da uranio». A chiedere la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Roma è stato Domenico Fiordalisi, il procuratore che ieri, durante l’udienza preliminare sul presunto disastro ambientale provocato dalle attività militari, ha stupito tutti. «Ciò che è stato detto dal professor Trenta è stato smentito anche oggi in aula dal perito Mario Mariani. La prima parola di verità. Ecco perché chiedo che si proceda ex art 373 (falsa perizia o interpretazione)».

 

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    1 Comment to “Novas sardas de sa chida, settimanale on-line della Fondazione Sardinia, Anno III, n° 24, domenica 22 giugno 2014.”

    1. By Attilio Piras, 22 giugno 2014 @ 07:17

      Grazie a tutti i Sardi che non sono..sordi. Ieri a Villacidro bellissima marcia-manifestazione-dibattito, con tantissimi comitati da tutta la Sardegna. Sabato prossimo tutti a Portoscuso, chissà se la Coldiretti di Portoscuso è parente del cardo di Matrica, non basta un trattore con due bandiere, se partecipa un agricoltore per ettaro di vigneto perduto negli ultimi anni, siamo gia oltre novecento. Se poi continuo con l’elenco dei “disgraziati”, non c’è posto per i parenti che non sentono il DOLORE, ma lo spazio per chi sente che non deve mancare sarà RISERVATO.