Curriculum soci

Curriculum dei Soci della Fondazione Sardinia

 

BACHISIO BANDINU, presidente

Bandinu, Bachisio Antropologo (n. Bitti 1939). Conseguita la laurea in Let­tere si è dedicato per molti anni all’in­segnamento nelle scuole medie, colla­borando contemporaneamente alla stampa sarda e nazionale. Per ragioni di lavoro ha vissuto per alcuni anni in Lombardia, insegnando e specializ­zandosi presso la Scuola superiore di Comunicazioni dell’Università di Mi­lano. È divenuto dal 1972 giornalista pubblicista e ha approfondito i suoi studi sulle tradizioni popolari. Tornato in Sardegna, è diventato uno degli ani­matori più interessanti e originali del dibattito attuale sull’identità, inseren­dosi nella prospettiva del dialogo tra antropologia e scienze sociali aperta da Giulio Angioni e Michelangelo Pira. In particolare nelle sue opere B. approfondisce il rapporto tra il mondo tradizionale della pastorizia e la ir­rompente civiltà dei consumi e cerca di dare una lettura adeguata al rap­porto tra tradizione e innovazione. Nel 1993 ha vinto il premio “Funtana Elighes”; nel 1999 è stato nominato di­rettore de “L’Unione sarda”, e alla guida del quotidiano ha tentato di dare maggiore incisività alla sua con­cezione della realtà sarda. Attual­mente è presidente della Fondazione Sardinia. Dei suoi numerosi lavori al­cuni sono da considerare anche un va­lido contributo per la lettura della sto­ria contemporanea della Sardegna. Tra gli altri: Il re è un feticcio (con Ga­spare Barbiellini Amidei), 1976 (sul­l’antagonismo tra “civiltà” pastorale e consumismo capitalistico); Costa Sme­ralda. Come nasce una favola turistica, 1980; Un sardismo da inventare, in Le ragioni dell’utopia. Omaggio a Miche­langelo Pira, 1984; Recenti trasforma­zioni dell’identità sarda, in Storia dei Sardi e della Sardegna (a cura di Mas­simo Guidetti), IV, 1989; Narciso in va­canza, 1994; Il cavallo. Memorie, sogno, storia (con Bebo Ardu e Lucio Gratani), 1995; Lettera a un giovane sardo, 1996; Olbia città multietnica (con Giovanni Murineddu ed eugenia Tognotti), 1997; Visiones. I sogni dei pastori, 1998; Terra de musas (con Paolo Pillonca), 2001; Mario De Biasi (conAlfonso Gatto e Giu­seppe Dessì), 2002; Identità-cultura­-scuola (con Placido Cherchi e Michele Pinna), 2003; Pastoralismoin Sardegna. Cultura e identità di un popolo, 2006, (con Salvatore Cubeddu), Il quinto moro. Soru e il sorismo, 2007, Pro s’indipendetnzia, 2011 e il romanzo L’amore del figlio meraviglioso, 2011.

 

PIERO MARCIALIS, vicepresidente

Scrittore, regista e attore, conta numerose pubblicazioni, in sardo e in italiano.Autore di testi teatrali, tra i quali: Su dottori amarolla, Gemellus, Emilio Lussu, Sa dì de s’acciappa, Sa Creazioni.

Ha messo in scena, oltre alle sue opere, testi di autori contemporanei, quali La lezione di Ionesco, La telefonata di Dorothy Parker, Umano e disumano (dai testi teatrali di Pier Paolo Pasolini).

In teatro, sardo e italiano, ha lavorato con diversi registi, quali: Enzo Parodo, Gianfranco Mazzoni, Marco Gagliardo; in varie opere: Su stani, Cagliari o cara, La partita a scacchi.

Fino a due anni or sono ha interpretato interpreta La relazione ad una Accademia, di Kafka, in Trilogia (progetto teatrale di Sergio Murru).Per il cinema ha preso parte ai film Pesi leggeri di Enrico Pau e Tutto torna di Enrico Pitzianti.

 

SALVATORE CUBEDDU , direttore

Salvatore Cubeddu (Seneghe, OR, 1945), diplomato al liceo classico ‘De Cstro’ di Oristano, ha completato gli studi in teologia (a Verona), in sociologia (a Trento) ed si è specializzato in studi sardi a Cagliari. Direttore del centro studi della Cisl sarda (1975 – 1976). È stato segretario regionale della FLM (federazione lavoratori metalmeccanici) e fondatore, con i suoi amici, della FSM (federazione sarda metalmeccanicos), dal 1976 fino al 1989. Ripresa la libera professione e l’insegnamento è stato segretario aggiunto del PSd’AZ (1990 – 1991) e sindaco di Seneghe (2001 – 2006). Con i dirigenti della FSM è stato ideatore di ‘sa die de sa Sardigna’ e promotore, insieme a tanti militanti sardi, dell’assemblea costituente del popolo sardo. E’ giornalista pubblicista (editorialista de L’Unione Sarda e di Sardegna24, con diverse centinaia di articoli) e direttore della Fondazione Sardinia. Tra le sue principali pubblicazioni: Quale sindacato per il futuro della Sardegna, inserto in Ichnusa, n. 9, 1985;Sardisti, viaggio nel Partito Sardo d’Azione tra cronaca e storia”,1, 2 vol., 1993 – 1996; “ Il Sardo-Fascismo”; Ed. Fondazione Sardinia, 1993, a cura di; L’ora dei Sardi”, Ed. Fondazione Sardinia, 1999, a cura di; con B. Bandinu, Il quinto moro. Soru e il sorismo, Domusdejanas ed, 2007; L’ultima battagli, Cuec, Cagliari, 2009. E’ l’amministratore di questo sito www.fondazionesardinia.eu .

 

 

DON MARIO CUGUSI

Don Mario Cugusi è stato per trent’anni il parroco di Santa Eulalia nel Quartiere di Marina in Cagliari. Ha completato i suoi studi teologici a Cuglieri e si è laureato in filosofia all’Università di Cagliari. E’ stato docente di questa disci­plina all’Istituto Magistrale Eleonora d’Arborea di Cagliari. La sua attività sacerdotale si è esplicata come collaboratore parrocchiale nei paesi di Senorbi, Guasila e Selargius. Dal 1980 è l’animatore spirituale e cultura­le del cuore storico della città di Cagliari. E’ l’animatore spirituale dell’associazione laicale ‘Cresia’.

 


FEDERICO FRANCIONI

Francioni, Federico Insegnante, sto­rico (n. Sassari 1948). Dopo essersi lau­reato in Lettere a Pavia si è dedicato all’insegnamento nelle scuole secon­darie. Studioso di storia sarda, ha com­piuto missioni di studio presso archivi spagnoli e inglesi. Sensibile interprete dei problemi identitari, si impegna an­che attivamente nell’opera di diffu­sione della lingua. È autore di nume­rosi articoli e saggi sulle principali questioni della storia sarda dal Sette­cento ai giorni nostri. Tra i suoi scritti: Storia dell’idea di nazione sarda, in La Sardegna. Enciclopedia (a cura di Man­lio Brigaglìa), II, 1982; I paradigmi teo­rici della storiografia sarda di oggi, “Ich­nusa”, n.s., 3,1983; Nazione, autonomia e federalismo, in Emilio Lussu e la cul­tura popolare in Sardegna. Convegno di studio, Nuoro 1980, 1983; Il processo agli indipendentisti, “Ichnusa”, n.s., 5,1983; Il caso Eleonora d’Ar:borea, “Ichnusa”, n.s., 6, 1984; Le cento rivolte dei Sardi contro i feudatari e i colonialisti della Sardegna, “Il Solco”, I, 1984; Ma il ’93 fu davvero vandeano? Una rilettura della cacciata dei francesi da parte dei popolani sardi, “Il Solco”, I, 1984; Giom­mariaAngioy nella storia del suo tempo, prefazione a Dionigi Scano, La vita e i tempi di G.M. Angioy, ristampa 1985; Sardegna e Rivoluzione francese nel fiume della grande storia, “Ichnusa”, 12, 1987; Diritto di resistenza, nazione e patria in Sardegna durante la Rivolu­zionefrancese, in Le autonomie etniche e speciali in Italia e nell’Europa mediter­ranea. Processi storici e istituzionali. Atti del Convegno internazionale nel quarantennale dello Statuto. Cagliari 1988, 1988; Il federalismo gramsciano. Strategie per la questione sarda, “Ich­nusa”, 15, 1988; La guerra del ’93, “Nuova Rinascita sarda”, 11-12, 1988; Documenti inediti sulla Rivoluzione francese in Sardegna, “Quaderni bolo­tanesi”, Xv, 1989; Il Parlamento sardo dal 1698 al 1793, in Acta Curiarum Re­gni Sardiniae. Istituzioni rappresenta tive nella Sardegna medioevale e mo­derna, I, 1989; Un’anomalia istituzio­nale: il parlamento sardo nel triennio ri­voluzionario 1793-96, “Archivio sardo del movimento operaio contadino e au­tonomistico”, 29-31,1990; Il dibattito su autonomismo e federalismo in Sardegna tra Ottocento e Novecento, “Quaderni bolotanesi”, XVII, 1991; I giornali sardi dell’Ottocento (con Rita Cecaro e Gio­vanni Fenu), 1991; Vespro sardo, “Alma­nacco gallurese”, 2,1993; Gli inglesi e la Sardegna: conflitti e progetti politici nella prospettiva del crollo dell’impero napoleonico, in All’ombra dell’aquila imperiale. Trasformazioni e continuità istituzionali nei territori sabaudi in Età napoleonica (1802-1814). Atti del Conve­gno di Torino 1990, I, 1994; Conflitti poli­tici e vita sociale ad Alghero fra Sette­cento e Ottocento, in Alghero la Catalo­gna il Mediterraneo. Storia di una città e di una minoranza catalana in Italia (XV-XX sec.) (a cura di Antonello Mat­tone e Piero Sanna), 1994; I sanculotti sardi nel 1794-95, in Francia e Italia ne­gli anni della rivoluzione, 1996; Vespro sardo, 2001. (in la grande enciclopedia della Sardegna, vol. 4, pag. 323)


PIERO SALIS (MARRAS), componente del direttivo

Salis, Pietro2 (noto con lo pseud. Piero Marras) Cantautore, consigliere regio­nale (n. Nuoro 1949). Ha iniziato la sua attività nel 1965, nel 1967 si è trasferito a Cagliari dove ha subito acquistato no­torietà; nel 1974 è entrato a far parte del gruppo 2001 e ha assunto il nome d’arte di Piero Marras. Musicista raffi­nato, sensibile ai problemi sociali e a quelli della lingua sarda, è stato autore di numerosi album e di CD dal conte­nuto fortemente impegnato sul piano della rivendicazione identitaria. Tra i suoi lavori più noti gli album Fuori campo del 1974, Marras, pubblicato dalla EMI nel 1983 e vincitore della “Vela d’Argento”; nel 1985 esce Abbar­dente, seguito presto da molti altri. Uimpegno culturale e le sue convin­zioni lo hanno portato a militare nel Partito Sardo d’Azione; nel 1989 è stato eletto consigliere regionale nel colle­gio di Cagliari per la X legislatura, al termine della quale non è stato rican­didato. (in la grande enciclopedia della Sardegna, vol. 8, pag. 174)


GIACOMO MELONI, componente del direttivo

Giacomo Meloni, nato a Cagliari 01.01.1947, sposato e padre di tre figli, si diploma al Liceo Classico Dettori dove forma insieme a numerosi giovani cattolici il Movimento Studenti con cui opererà la svolta nell’Azione Cattolica Cagliaritana verso un impegno sociale nei Quartieri Popolari con l’impegno nei nascenti Comitati di Quartiere e, insieme

al fratello Franco,nella Scuola Popolare di Is Mirrionis dove, oltre alle attività di animazione nel quartiere con dibattiti e cineforum, vengono preparati al diploma di Scuola Media ben 150 padri di famiglia.

Nel 1969 opera nel Movimento Studentesco dell’Università di Cagliari, dove si laurea in Filosofica con una tesi di indirizzo sociologico dal titolo “Innovazione Tecnologica e nuove Relazioni Industriali”. Nel 1982 è tra i responsabili di Democrazia Proletaria

Sarda e nel 1987 nel Gruppo Dirigente della Confederazione Sindacale Sarda – CSS di cui diventa Segretario Generale Nazionale dal 1992 ad oggi.Nel 1990 entra nel PSDAZ nella Federazione di Cagliari.

Nel 1991 è tra i soci fondatori della Fondazione Sardinia.

E’ componente del Comitato per il Nuovo Statuto e la Costituente Sarda. A livello internazionale dal marzo del 2006 è, insieme ai sindacati Baschi,a i Catalani, ai Corsi, ai Valdostani, ai Galiziani, coofondatore e membro permanente della Piattaforma Internazionale dei Sindacati delle Nazioni Senza Stato.


GIORGIO MURGIA, componente del direttivo

GIORGIO MURGIA, (Pirri, 26.04.1945) risiede a Sinnai. Uscito nel 1963 dall’Azione Cattolica, ha aderito al Partito Sardo d’Azione, diventando nel 1966 segretario della sezione di Pirri, presidente nel 1970 del comitato cittadino di Cagliari e, successivamente, componente del comitato centrale dello stesso partito (1968 1972), del consiglio e della direzione nazionale. Ha partecipato dell’esecutivo centrale della Uil –Poste e, subito dopo, ne è stato eletto segretario regionale. Nel 1985 è stato eletto consigliere comunale di Cagliari e consigliere regionale nella IX e X legislatura. E’ intervenuto varie volte in aula con discorsi il lingua sarda ed ha promosso il riconoscimento di essa quale titolo preferenziale nei pubblici concorsi. Nel corso della IX legislatura è stato relatore di maggioranza della legge istitutiva della zona franca e segretario della commissione ‘autonomia’. Nella X legislatura è stato eletto consigliere questore e vicepresidente della seconda commissione consiliare permanente.

 

ITALO ORTU

Ortu, Italo Insegnante, consigliere re­gionale (n. Bauladu 1926). Sardista su posizioni nazionalitarie, è stato tra i più strenui sostenitori del bilinguismo. Dal 1964 al 1984 è stato consigliere co­munale e sindaco del suo paese, dove ha introdotto l’uso della lingua sarda in Consiglio comunale e nella topono­mastica. Nel 1984 è stato eletto consi­gliere regionale e successivamente ri­confermato nel 1989; è stato assessore prima al Turismo e quindi agli Affari generali nelle giunte Melis dal 1984 al 1987.


PAOLO PILLONCA

Pillonca, Paolo Insegnante, letterato e giornalista (n. Osilo 1942). Conseguita la laurea in Lettere, dopo aver inse­gnato dal 1965 al 1979 nelle scuole se­condarie, si è dedicato professional­mente al giornalismo dal 1981. È stato per lunghi anni corrispondente di “UUnione sarda” da Nuoro, dove ha approfondito i problemi delle zone in­terne con penetranti reportage. N elio stesso periodo ha fatto le sue prime esperienze letterarie scrivendo in sardo eleganti raccolte di versi e ap­profondendo lo studio delle forme tra­dizionali della poesia popolare. As­sunto come capo dell’Ufficio Stampa della presidenza della Regione sarda, ha diretto i periodici regionali “La pro­grammazione in Sardegna” e “Regione oggi”. È autore di numerosi saggi, di una raccolta di proverbi e di altri scritti. Collabora con la RAI e alcune altre emittenti televisive alla realizza­zione di servizi e di un telegiornale in lingua sarda. Tra i suoi scritti: Fasci­smo e clero nel divieto delle gare poetiche in Sardegna, “Archivio sardo del movi­mento operaio contadino e autonomi­stico”, 8-10, 1977; Sardegna segreta. Cronache del villaggio, 1986; N arat su diciu, 1987; Ammajos, 1992; Cheni’an­nos, 1996; Terra de Musas (con Bachisio Bandinu), 2001; Gara pro Santa Maria, 2002; Gara pro Time in Jazz, 2002; Piras Zuccone, aradu pinna, 2002. Ha curato l’edizione di numerosi testi di autori in sardo, in particolare l’opera del grande poeta improvvisatore Re­mundu Piras di Villanova Monteleone, edita in 4 volumi nella collana “I grandi poeti in lingua sarda” delle Edi­zioni Della Torre.

 

MARIO PUDDU

Mario Pudhu (1944, Illorai – SS) si est laureadu a mannu in pedagogia e at fatu su docente de “lettere” in sas iscolas médias. Istudiosu de limba sarda, at pubbricadu un’òpera de zenia autobiogràfica (ma est puru un’anàlisi de s’iscola in Sardigna), Alivertu (Núoro, 1986, Ed. Golosti), Pro chi líbbera torres e sias! (poesias de sentidu indipendhentista, Núoro, 1991), su Ditzionàriu de sa limba e de sa cultura sarda (Condaghes, Cagliari, 2000) e sa Grammàtica de sa limba sarda (Condaghes, Cagliari, 2008).

 

 

VANNI TOLA

Vanni Tola (n. a Sassari 1950), insegnante, giornalista pubblicista. Militanza in formazioni politiche della “nuova sinistra”  (Sinistra Operaia, Lega dei Comunisti, Democrazia Proletaria) e, successivamente, nella Confederazione Sindacale Sarda (componente della Segreteria Nazionale). Si è occupato di politica regionale e nazionale relativa al settore agricolo e pastorale e di formazione professionale agricola in ambito sindacale (Direttore corsi IFATA per la Federbraccianti CGIL). E’ stato membro del Direttivo Nazionale della Lega delle Cooperative quale componente del gruppo Nuova Cooperazione che riuniva esponenti della cooperazione giovanile organizzata che facevano capo alla Nuova Sinistra. Ha pubblicato articoli di politica agraria e politiche per l’occupazione giovanile nella rivista “Agricoltura e lotta di classe” (dir. Elvira Cottone ed. Cescat – Centro Studi Cooperativi Agricoltura e Territorio – Roma). In Sardegna ha pubblicato articoli ed analisi su numerosi giornali regionali (Il Cittadino, Sassari Sera, Sa Repubblica Sarda, Sardegna Oltre, Il Solco, Tempus de Sardinna ed altri) e, occasionalmente, nei quotidiani “La nuova Sardegna” (l’opinione) e l’Unione Sarda. Per diverso tempo ha collaborato con l’Agenzia Giornalistica Italia ( dir. G. Massa). Attualmente collabora con il giornale on line “Aladinpensiero (dir. F. Meloni).In ambito scolastico si occupa di attività informatiche e formazione insegnanti (progetto Marte, gestione siti scolastici, Lim ecc.), di progetti locali e nazionali di Educazione Alimentare (Progetto Interregionale di Educazione Alimentare  del Ministero Politiche Agricole e Alimentari) e di integrazione scolastica  degli alunni in condizione di handicap (specializzazione biennale polivalente per l’insegnamento ad alunni H). Ha pubblicato analisi sulle problematiche relative all’inserimento scolastico degli alunni in condizioni di handicap nella rivista AREE ( Associazione Regionale Età Evolutiva).

 

ENRICO LOBINA

Enrico Lobina, n. Cagliari 1979. Laureato in Scienze politiche con una tesi sul Doi Moi (la perestroijka vietnamita), è stato premiato come miglior studente dell’ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale) nel 2004. Ha vissuto e fatto ricerca in Vietnam ed in Cina. Nel 2007 ha terminato un dottorato, la cui tesi è divenuta la monografia Viet Nam, le radici della resistenza. Fa politica da quando ha 16 anni, ed attualmente è consigliere comunale a Cagliari, capogruppo e dirigente dell’ANCi. Dal 2007 lavora presso la Regione Sardegna come esperto in diritto internazionale e comunitario, nei settori dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, della pesca e delle politiche comunitarie. Autore di centinaia di articoli e di qualche decina di saggi che spaziano dall’attualità politica alla tematiche profonde che attendono alle dinamiche economiche, sociali e culturali della Sardegna e del mondo. Attualmente collabora con diverse associazioni e con Il Fatto Quotidiano on line.

 

ANDREA MELONI

Andrea Meloni, Imprenditore ( Cagliari 1974). Formazione. Diploma di Maturità Scientifica presso il Liceo “A. Pacinotti” di Cagliari, ha frequentato la Facoltà di Ingegneria Ambientale (Pianificazione del Territorio) dell’Università di Cagliari. Ha conseguito presso la I.S.S.C. di Cagliari il titolo di Formatore per la realizzazione e produzione di prodotti multimediali” promosso dalla Regione Sardegna e dalla Comunità Europea per la realizzazione e la diffusione di strumenti multimediali per la formazione aperta e a distanza. Esperienze Professionali. Collaborazione nell’ambito organizzativo per la  Fondazione Culturale Sardinia e per il Comitato Sa Die de Sa Sardigna (1994-1999). Curatore dell’archivio video-fotografico Immagini per la storia e Immagini per la società della conoscenza.  Editore del sito d’informazione online www.aladinpensiero.it . Dal 2001 ad oggi è Amministratore della Aservice Studio srl comunicazione e immagine www.aservicestudio.com .

 

VITO BIOLCHINI

Vito Biolchini, nato a Cagliari nel 1970, è giornalista professionista, autore teatrale e operatore culturale. Per la sede Rai della Sardegna conduce Mediterradio, una trasmissione su temi euromediterranei prodotta insieme alla sede Rai della Sicilia e a Radio Corse Frequenza Mora. Dal 2006 conduce ogni mattina Buongiorno Cagliari, ora su Radio X. Dal settembre del 2010 tratta temi di politica e cultura nel suo blog www.vitobiolchini.it . Ha iniziato giovanissimo a scrivere per le pagine di cronaca della Nuova Sardegna per poi passare a quelle della cultura. Ha collaborato con testate nazionali quali L’Espresso, l’Unità, il manifesto e con numerose testate locali. È stato a lungo direttore dell’emittente cagliaritana Radio Press. Ha lavorato nella redazione di Tiscali Notizie e in quella dell’emittente tv Sardegna Uno. Per il teatro ha scritto una ventina di spettacoli (quasi tutti con Elio Turno Arthemalle), tra cui “In principio fu U: breve storia universale della Sardegna”, “Rombo di tuono: scudetto e petrolio”, “Estate n° 10 o della distruzione dei casotti” (edito da Condaghes), “Efisio, Santo”, “Il caso spider boys” (con Massimo Carlotto), “Buenos Aires non finisce mai” (interpretato da Ottavia Piccolo) e “Oggi smontiamo l’anfiteatro”. È autore dei volumi “Storia dell’Arco” sulla compagnia Il Crogiuolo di Cagliari, e “I Medas, storia di una famiglia d’arte”. Il suo video “Bella ciao” ha vinto il premio del pubblico alla prima edizione di Cagliari In Corto. È stato tra i fondatori e presidente dell’associazione Ipogeo e ha ideato la manifestazione “Cagliari Monumenti Aperti”. Nel 2013 è stato tra i fondatori dell’associazione  politica “Sardegna Sostenibile e Sovrana”. È vicepresidente vicario del comitato provinciale dell’Anpi di Cagliari.

 

PIER SANDRO PILLONCA

Pier Sandro Pillonca, (Seui 24/11/1966), giornalista professionista, lavora presso l’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Sardegna. Dopo la laurea in Giurisprudenza ha iniziato a collaborare con alcune riviste culturali. Nel 1997 è stato uno dei promotori del primo telegiornale regionale in lingua sarda trasmesso via satellite da Sardegna Uno Tv. Nel 1999 è entrato in pianta stabile nella redazione giornalistica dell’emittente cagliaritana dove ha lavorato fino al febbraio del 2014. Autore di diversi format televisivi, alcuni dei quali inseriti nella libreria digitale della Regione Autonoma della Sardegna (Sardegnadigitallibrary), ha raccontato in diretta per oltre un decennio le principali manifestazioni culturali e religiose della tradizione isolana (Ardia di Sedilo, Sant’Efisio, Sartiglia, Festa del Redentore, Cavalcata Sarda, Sa Carrela di Santulussurgiu). Per i suoi lavori in limba ha ricevuto nel 2001 il premio regionale di giornalismo “Funtana Elighe” e, nel 2007, un riconoscimento al Premio nazionale di giornalismo “Lau Silesu” di Iglesias. Dal 2011 al 2012 ha condotto la trasmissione “Sardegna nel mondo” dedicata al mondo dell’emigrazione.  Nel 2009 è stato eletto nel Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna e riconfermato per un secondo mandato nel 2012.

 

 

FRANCISCU SEDDA

Franciscu Sedda (1976), è studioso di semiotica delle culture, ricercatore confermato di Semiotica presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Ha recentemente conseguito l’abilitazione come professore associato. È al contempo fondatore e segretario nazionale del Partito dei Sardi. Dal 2007 al 2009 è stato vicepresidente dell’AISS (Associazione Italiana di Studi Semiotici). E’ membro fra gli altri dello IASS (International Association for Semiotic Studies) e della Fondazione Sardinia. È ideatore e organizzatore del Úìze Festival di Carloforte (Isola di San Pietro, Sardegna), festival dedicato alle isole, alla cui prime tre edizioni (2010-2012) hanno partecipato fra gli altri Umberto Eco, Cristiano de André, Franco Cassano, Paolo Fabbri, Omar Calabrese, Godfrey Baldacchino, Franco Zagari, Elias Torres, Jorge Lozano. Ha insegnato come professore aggregato o a contratto Semiotica generale, Semiotica del testo e Semiotica degli eventi sportivi, presso l’Università di Roma “La Sapienza”, e Filosofia e teoria dei linguaggi, presso l’Università di Sassari. Ha tenuto corsi o collaborazioni con le università di Bologna, LUISS di Roma, Link-Campus di Roma. Ha tenuto conferenze in Francia, Spagna, Germania, Estonia, Bulgaria. In particolare nel settembre 2008 e nei mesi di novembre e dicembre 2009 è stato visiting professor presso la Pontifícia Universidade Católica de São Paulo in Brasile, dove ha tenuto diversi corsi, fra cui “Semiotica generale e semiotica della cultura”, “Semiotica della cultura e semiotica dello spazio urbano”, e con cui ha attivo un progetto di cooperazione internazionale per lo studio delle trasformazioni delle metropoli globali (progetto che vede coinvolta anche l’Università di Roma “La Sapienza”). Contestualmente ha tenuto conferenze presso differenti università pubbliche e private di  São Paulo, Araraquara, Bauru. Nel 2010, 2012, 2013 è stato inoltre ospite della UERJ, l’Università dello Stato di Rio de Janeiro la cui casa editrice sta traducendo il libro Tradurre la tradizione. Dopo aver ricevuto da Umberto Eco il premio “Sandra Cavicchioli” per la miglior tesi di laurea in Semiotica nel biennio 2000-2001 ha pubblicato i volumi Tradurre la tradizione (Roma, 2003), Tracce di memoria (Cagliari, 2002 e 2005), La vera storia della bandiera dei sardi (Cagliari, 2007)  dedicati alla storia politica e culturale della Sardegna.

 

 

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MARIO MELIS

Melis, Mario Avvocato, uomo politico (Arbatax 1921-Nuoro 2005). Presidente della Regione sarda, senatore della Repubblica, parlamentare europeo. Fratello di Giovanni Battista e di Pie­tro. Laureato in Legge ha esercitato la professione di avvocato. Sardista, fu tra i protagonisti della ricostituzione del partito dopo la caduta del fascismo; non aderì alla scissione promossa nel 1948 da Lussu, e negli anni Settanta fu protagonista della ripresa sardista. Sindaco di Oliena per oltre 15 anni, eletto consigliere regionale dal 1969 al 1974, nel 1969 è stato assessore agli Enti locali nella giunta Giagu. Nel 1976 è stato eletto senatore come sardi­sta nelle liste del PCI; tornato in Consi­glio regionale dopo il 1979, è diventato assessore all’Ambiente tra il 1980 e il 1982 nelle due giunte Rais di sinistra.

Nello stesso anno, eletto presidente della Giunta nel maggio 1982 non riuscì a formare ungoverno; eletto nel giugno 1983 alla Camera dei deputati, si di­mise per tornare in Consiglio regio­nale, dove formò il suo primo governo a guida sardi sta. Rieletto al Consiglio nel 1987 e riconfermato presidente, è rimasto in carica fino al giugno 1989 alla guida di diverse giunte laiche e di sinistra. È stato eletto quindi europar­lamentare. Tra i suoi scritti: Caro Bocca, noi facciamo sardismo dentro la Costituzione, “La Nuova Sardegna”, 11 settembre 1984 (un articolo scritto nel pieno della polemica che sembrava im­putare alle posizioni sardiste una spinta separati sta). Molti suoi inter­venti sono raccolti nel volume Discorsi, pubblicato a Cagliari nel 1989, a con­clusione della lunga esperienza di go­verno. (in la grande enciclopedia della Sardegna, vol. 6, pag. 19)

 

 

GIOVANNI LILLIU

L1LLlU GIOVANNI (Barumini, 1914 – Cagliari, 2012). Accademico dei Lincei. È l’unico sardo a far parte della prestigiosa Accademia. È stato presidente dell’Istituto regionale etnografico di Nuoro (lsre), Nato a Barumini il14 marzo del 1914. Laureato in lettere e filosofia. Archeologo di fama mondiale e docente universitario, è stato professore ordinario di antichità sarde ed ha diretto l’istituto di anti­chità, archeologia e arte e la scuola di specializ­zazione di in studi sardi dell’Università di Caglia­ri. È nato a Barumini il14 marzo del 1914. È stato consigliere comunale di Cagliari e consigliere re­gionale per due legislature dal 4 ottobre 1967 al 1974, eletto nelle liste dell’ex Dc. Nella sesta legi­slatura ha fatto parte dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Giornalista pubblicista è iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1983. E stato considerato uno scienziato casualmente “presta­to” alla politica, che non lo ha entusiasmato. Al­lievo di U. Rellini alla scuola archeologica dal 1943 al 1955 ha lavorato alla soprintendenza alle antichità della Sardegna. È autore delle più im­portanti opere sull’archeologia della Sardegna. Nel 1956 ha scoperto e portato alla luce il villaggio nuragico di Barumini. Tra la sua vastissima produzione scientifica – monografie, saggi, arti­coli, lavori di sintesi – vanno ricordati “II Nuraghe di Barumini e la stratigrafia nuragica”, “La Civiltà dei sardi dal neolitico all’età dei Nuraghi”, “I Nu­raghi Torri preistoriche della Sardegna”, “Sculture della Sardegna nuragica”, “Monumenti barbarici­ni”, “Bronzetti e statuaria nella civiltà Nuragica” e la monumentale opera “La civiltà nuragica” edita da Carlo Delfino (cfr) nel 1984. (da “IL CHI E’ DELLA SARDEGNA”, 2003).

 

 

MICHELE COLUMBU

Columbu, Michele Insegnante, scrit­tore, uomo politico (n. Ollolai 1914 – Cagliari 2012). De­putato al Parlamento italiano e al Par­lamento europeo. Di idee sardiste, lau­reato in Lettere si è dedicato all’inse­gnamento nelle scuole secondarie e al giornalismo. Dopo la caduta del fasci­smo è divenuto dirigente del Partito Sardo d’Azione, contribuendo al suo ri­lancio. N ell948 non ha aderito alle po­sizioni “socialsardiste” di Lussu, ma, costretto a trasferirsi a Milano per mo­tivi di lavoro, ha dovuto interrompere la sua attività politica. Tornato in Sar­degna a metà degli anni Sessanta, ha

ripreso il suo impegno politico, è stato eletto sindaco di Ollolai e come tale nell’aprile del 1964 ha compiuto una lunga marcia a piedi attraverso tutta la Sardegna sino a Cagliari per espri­mere la protesta contro il governo re­gionale. Uiniziativa, che gli diede noto­rietà nazionale, fece in realtà cono­scere all’opinione pubblica anche iso­lana le condizioni e i problemi delle zone interne della Sardegna centrale; in quello stesso periodo ha guidato un tentativo (in parte riuscito) di dare una moderna organizzazione sindacale al mondo del lavoro pastorale. Negli anni successivi è stato chiamato a lavo­rare al Centro regionale di program­mazione come esperto e ha lasciato l’insegnamento per dedicarsi al nuovo lavoro; con il suo impegno e con i suoi scritti è stato protagonista della ri­presa del PSd’Az, di cui è stato eletto presidente. Nel 1972 è stato eletto de­putato come sardista (indipendente) nelle liste del PCI per la VI legislatura repubblicana, e si è reso protagonista della presentazione di una legge ispi­rata a un federalismo radicale. Al ter­mine della legislatura non è stato ri­confermato. Dopo non poche polemi­che, nel 1984 è stato eletto consigliere regionale del suo partito per la IX legi­slatura nel collegio di Nuoro; nel luglio dello stesso anno si è dimesso per can­didarsi al Parlamento europeo, ed è stato eletto per quella legislatura. Ab­bandonata la scena politica, ha conti­nuato il proprio impegno come presi­dente del suo partito, di cui attual­mente è considerato il capo storico. Negli ultimi anni è stato anche per un breve periodo direttore de “UUnione sarda” quando ne era editore Nicola Grauso. C. ha al suo attivo anche alcune opere di narrativa, tra le quali Uaurora è lontana (dalla Sardegna), pubblicato a Milano nel 1967 (una raccolta di venti brevi racconti che hanno per teatro il paese di Ollolai e la sua “miseria opaca”: ripubblicandolo nella “Biblio­teca della Nuova Sardegna” nel 2003 vi ha aggiunto una arguta postfazione), e Senza un perché, romanzo pubblicato a Cagliari nel 1992. Tra gli altri suoi scritti: Percorrere la Sardegna a piedi per protesta contro le autorità, “Sarde­gna oggi”, 1965; Iljischio del pastore, “Rinascita sarda”, 1968; Sardità e mili­zia politica di Emilio Lussu, in Lotte so­ciali, antifascismo e autonomia in Sar­degna, 1982; Lo spirito risorgimentale e la pazzia indipendentista, “La Nuova Sardegna”, 1982; Cavour, Cattaneo, i sardisti e la separatezza, “La N uova Sar­degna”, 1984.

 

GIOVANNI BATTISTA COLUMBU

Columbu, Giovanni Battista Inse­gnante, deputato al Parlamento (n. Ol­zai 1920 – Bosa 2012). Di cultura sardista, dopo aver conseguito il diploma magistrale, alla caduta del fascismo si è impegnato per la ripresa del Partito Sardo d’Azione e ha svolto una intensa azione culturale. Negli anni Sessanta, schierato all’in­terno del suo partito su posizioni indi­pendentiste, fu tra i promotori dei primi congressi sulla lingua sarda e sull’identità e fu eletto ripetutamente consigliere comunale e vicesindaco di Olzai. È stato eletto anche consigliere comunale di Bosa e nel 1984, nel corso della IX legislatura repubblicana, è su­bentrato a Mario Melis alla Camera dei deputati. Nel 1987 è stato rieletto de­putato per la X legislatura; negli stessi anni è stato presidente del Consiglio nazionale del suo partito. È un attento interprete delle necessità delle mino­ranze linguistiche.

 

PLACIDO CHERCHI, già vicepresidente

Cherchi, Placido Antropologo (n. Oschiri 1939). Allievo di Ernesto De Martino, dopo la laurea ha insegnato per molti anni nelle scuole secondarie superiori; è autore di numerosi saggi di notevole livello scientifico nei quali af­fronta in maniera originale le temati­che dell’identità. Critico e teorico del­l’arte, ha al suo attivo saggi di grande finezza. Tra i suoi scritti:Pittura mito in Giovanni onnis, “La Grotta della Vi­pera”, III, 1978; Paul Klee teorico, 1978; De murali eloquentia, “La Grotta della Vipera”, V, 1980; Dalla crisi della pre senza alla comunità umana, 1987; Ernesto De Martino (con la sorella Maria), 1987; Ri­cordo di Giorgio Princivalle, “La Grotta della Vipera”, XVI, 50-51,1990; Pittura mito in Giovanni Nonnis, 1990; Etnos eapocalisse, 1999; Brescianino Celestina, un passaggio verso l’altrove, 2000; Il re­cupero del significato, 2001; Odilia. “Ol­tre lo sguardo”, 200; Crais, 2006; Il cerchio e l’ellisse, 2010. (in la grande enciclopedia della Sardegna, vol. 2, pag. 573)

CONTU GIANFRANCO, componente del direttivo

Contu, Gianfranco Medico, studioso del pensiero politico (n. Mogoro 1932). Dopo aver conseguito la laurea in Me­dicina è diventato libero docente di Anatomia chirurgica. Uomo di vasta cultura e di complessi interessi, si oc­cupa anche di studi storico-politici ap­profondendo in numerosi saggi alcuni temi del sardismo contemporaneo. At­tento in particolare al tema del federa­lismo (interesse che ha in comune col figlio Alberto), si è dedicato anche alla ricostruzione del contributo di singole personalità di politici e di intellettuali alla evoluzione del sardismo attraverso iI tempo. E stato tra i fondatori . di Nazione Sarda e, dal 1994, del Movimento federalista sardo. Tra i suoi scritti: G.B. Tuveri. Vita e opere, 1973′ Mmoranze, nazionalità, autodetermi: nazione, “Quaderni calabresi” 46 1979; A. Simon Mossa e il federalism~ delle etnie, “La Grotta della Vipera” V. 21′,1981; Il federalismo in Sardeg~a~ “” alternativa perdente?, 1982; Uespe­nenza autonomistica in Sardegna,”No­vel Temp”, 23, 1983; Federalismo ieri e oggi, ‘:Terza.Pagina”, VII, 1984; Uimpe­gno çiornalistic« di Giovanni Battista Tuveri, “Quaderni sardi di Filosofia e Scienze umane”, 1985-86; Nazionalità e federalismo, “Sardennia contra s’i­stadu”, III, 4, 1986; Le minoranze igno­rate d’Europa, “Mezzogiorno d’Eu­ropa”, VII, 3, 1986; Federalismo e nazio­nalità nella cultura politica sarda del­l’Ottocento, in Le autonomie etniche e speciali in Italia e nell’Europa mediter­ranea. Processi storici e istituzionali Atti del Convegno internazionale Ca: gliari 1988, 1988; Origine e crisi del so­cial-sardismo, “Quaderni bolotanesi” Xv, 1989; Radici storiche e prospettive del federalismo, 1989; Dalla resurre­zione alla crisi del sardismo, “Il Quadri­foglio”, XXI, 1989; La questione nazio­nale sarda, 1990; Un periodico democra­tico sardo durante la rivoluzione an­gioiana: “Il Giornale di Sardegna”, in La Sardegna e la rivoluzione francese, 1990; Emilio Lussu. nella storia del sar­dismo, in Emilio Lussu e il sardismo, 1991; La componente autonomistica nel­l’evoluzione storica del socialismo sardo “Quaderni bolotanesi”, XVIII, 1992; Il terzo sardismo. Appunti per una storia dell’autonomia etnica, “Quaderni bolo­tanesi”, XIX, 1993; Socialismo e auto­nomia nella Sardegna del Novecento, 1993; La questione nazionale sarda tra autonomismo e indipendentismo, in VEuropa delle diversità, 1993; Ilfedera­lismo nella storia del sardismo, 1995; Verso il post-sardismo, “Quaderni bolo­tanesi”, XXI, 1995; Vazionismo in Sar­degna, 1995; I sardi nella guerra di Spa­gna, “Quaderni bolotanesi”, XXII, 1996; Breve vita del Partito comunista di Sardegna, “Quaderni bolotanesi”, XXIII, 1997; La Lega sarda di Bastià Pi­risi, “Quaderni bolotanesi”, XXIV, 1998; Francesco Fancello, teorico e mili­tante dell’Azionismo, “Quaderni bolota­nesì”, XXv, 1999; Egidio Pilia, il padre dimenticato dello statuto autonomistico sardo, “Quaderni bolotanesi”, XXVIII, 2002; Una proposta federalista di Rai­mondo Carta Raspi nel “Shardana”, “Quaderni bolotanesi”, XXIX, 2003.

 

RIBICHESU VINDICE GAETANO

Vindice Gaetano Ribichesu, primo presidente della fondazione culturale “Sardinia”. Giornalista professionista è stato fino al 1997 ca­po ufficio stampa del Consiglio regionale della Sardegna, direttore di “Sardegna Autonomie” e del “Notiziario del Consiglio regionale”. È nato a Sassari il18 gennaio 1933 ed è iscritto all’Ordine nazionale dei giornalisti dall’inizio del 1961. Lau­reato in Giurisprudenza. Ha iniziato la sua attività nei giornali studenteschi e universitari, quando è stato presidente dell’Ala (associazione studente­sca del liceo Azuni) e dell’Orus (Organismo Rap­presentativo Universitario Sassarese). Ha colla­borato prima nella redazione sassarese de l.Unio­ne Sarda e quindi nella redazione del “Corriere dell’Isola”, in quegli anni il secondo quotidiano della città di Sassari, che poi cessò le pubblica­zioni il1 o dicembre del 1957. Chiamato nella re­dazione de La Nuova Sardegna vi ha percorso tut­ta la carriera professionale da redattore ordinario, a capo servizio, capo cronista ed infine redattore capo. In quegli anni fu il promotore della prima cooperativa di giornalisti in Sardegna che ottenne di pubblicare “La Nuova Sardegna del Lunedì” di cui fu eletto, dai colleghi, condirettore responsa­bile (direttore era l’allora direttore de La Nuova Sardegna Arnaldo Satta Branca). Proposto alla di­rezione de La Nuova Sardegna non ha accettato le condizioni poste dall’editore (al tempo il petrolie­re Nino Rovelli), accettando la proposta per l’in­carico di capo ufficio stampa del Consiglio regio­nale. Ed ha lasciato il quotidiano di Sassari anche in aperta polemica con la linea politica del petro­liere Nino Rovelli, allora padrone assoluto della stampa sarda oltre che delle maggiori industrie petrolchimiche di Porto Torres (Sir), Cagliari (Ru­mianca) e Ottana (Siron), del Cagliari Calcio e del Brill Cagliali Basket. Per molti anni ha svolto atti­vità sindacale. Ha fatto parte del direttivo sia del­l’associazione della stampa sarda sia dell’Ordine regionale dei giornalisti. Per due volte è stato vicepresidente del sindacato dei giornalisti e per molti anni ha fatto parte del Consiglio Nazionale della Stampa. Della Fnsi (federazione nazionale della stampa) è stato anche proboviro. Ha colla­borato e collabora con numerosi quotidiani e pe­riodici nazionali ed in particolare con la “Gazzetta del Popolo di Torino”, quotidiano per il quale ha scritto numerosi servizi come inviato speciale. All’epoca del monopolio petrolchimico sull’in­formazione in Sardegna (Nino Rovelli era proprie­tario de l’Unione Sarda e de La Nuova Sardegna) fu tra i promotori e realizzatori del settimanale “Lunedì della Sardegna” che rompeva quel monopolio. Quando “Tuttoquotidiano”, dopo il fallimento della gestione di Pier Carlo Carta, fu autogestito da giornalisti e tipografi, entrò a far parte, per conto del sindacato dei giornalisti, del comitato di direzione. Fa parte della direzione della rivista culturale “Ichnusa”. Ha scritto alcuni libri di saggistica storico-politica e numerosi suoi scritti appaiono in altri libri collettanei e nell’enciclopedia della Sardegna di Manlio Briga­glia (cfr). Ha curato trasmissioni e programmi te­levisivi ed è stato presidente del comitato regio­nale per il servizio radiotelevisivo.