L’invidia in Italia …il piccolo decalogo dell’invidioso cronico

di Beppe Servegnini (da ‘Il Corriere della Sera, giovedì 16 febbraio 2012, pag. 45)

Come attaccare chiunque abbia successo in un Paese di simpatici demagoghi

(abbiamo parlato dell’invidia dei sardi,  in questo sito, il 26 dicembre 2011)

 

 

 

 

 

 

Una settimana senza Internet, terminata ieri a mezza­notte (questa rubrica è stata dettata). Una quaresima 2.0 che mi ha evitato di commentare due sconcertan­ti esibizioni dell’Intere una di Adriano Celentano: le prime, diciamo, non me le aspettavo. La quarta figuraccia – candidarci per un’Olimpiade che non possiamo permet­terci- è. stata evitata. L’Italia ha bisogno di manutenzione, non di un’altra (costosa) inaugurazione. Un altro tema che avrei volu­to discutere in settimana è l’assalto scomposto a Silvia Deaglio, giovane professoressa associata dì medicina presso l’Università di Torino, figlia dell’ economista Mario Deaglio e del ministro El­sa Fornero. Non la conosco di persona; mentre, se non ricordo male, ho incontrato due volte il papà e una volta la mamma (che mi ha salutato con una domanda tremenda). Ma ho letto l’appun­to di Tito Boeri per lavoce.info - arrivato per fax, sempre a cau­sa del digiuno digitale. Leggo: Silvia Deaglio è quattro volte so­praIa media per l’indice H (che mìsura il numero di lavori scien­tifici in rapporto al numero di citazioni ricevute). In queste valu­tazioni internazionali – credetemi – mamma e papà non conta­no. Tutto lascia pensare che la connazionale sia una giovane don­na ìn gamba,

L’àstio delle reazioni, tuttavia, mi ha fatto pensare, Affinché sia più facile, in questo Paese di sim­patici demagoghi, attaccare indi­scriminatamente chi ha successo, ho pensato di stilare il piccolo de­calogo dell’invidioso cronico.

 

1. Chi ha successo ha certamen­te inlbrogIMo.Altr.ib1ehti avresti avuto successo pure tu. O no?

2. In Italia nulla è metodico, sal­vo il sospetto.

 

3. A pensar male si fa peccato, ma si indovina. Senza dimentica­re che per il peccato, poi, c’è l’assoluzione.

 

4· Chiunque ottenga apprezzamento pubblico, dimostra che il pubblico non capisce niente.

 

5· La mediocrità è un esempio di democrazia applicata. lI merito, una forma di arroganza.

 

6. Se esiste il minimo comune denominatore, scusate, perché insistere nel dare il massimo?

 

7· Nella conventicola dell’università italiana, è possibile solo il modello Frati (il rettore. della Sapienza dov’è accademicamente sistemata tutta la sua famiglia). II resto è ipocrisia applicata. .

 

8. I genitori di successo possono – anzi, devono – produrre soltanto figli infelici e frustrati. In caso contrario, l’onere della prova spetta a questi ultimi: dimostrate di non avere imbrogliato, marrani!      .

 

9· Bisogna diffidare del plauso internazionale. Come si per­mettono americani, inglesi e tedeschi di farci i complimenti? Co­sa contano le unìversìtà di Columbia e Yale, che oltretutto si chia­mano come una casa cinematografica e una serratura? .

 

1o, Quando ~i tratta di concorsi, incarichi, titoli e promozioni l’importante è fare di tutta l’erba un fascio. E se qualcuno vi accusa per questo, urlategli in faccia: «Fascista sarà leì !”.           .

 

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