Il Nord – Sardegna andrà per conto proprio? «Non ci faremo imporre scelte calate dall’alto», di Giovanni Bua

Fois: «Pronto un documento unitario per il ministero, sarà illustrato a Nule». I Sassaresi cercano l’appoggio del ‘contado’. Diventa pubblico lo scontro con il ‘cagliaricentrismo’.

 

SASSARIUn documento unitario, pesante e articolato. Limato per mesi parola per parola e pronto a essere calato sul tavolo della cabina di regia ministeriale in cui si decide la gestione delle risorse del Pnrr. Il famoso miliardo che il nord dell’Isola non ha nessuna intenzione di vedere piovere dall’alto, dirottato su progetti che non ha scelto e di cui pensa di non avere bisogno.Un documento che sarà presentato, il prossimo 29 novembre, in un luogo simbolo: Nule. Piccolo comune nel cuore del Goceano, esempio perfetto di quell’interno abbandonato che più di tutto si vuole ripopolare, connettere, difendere.A decidere data e location è stato un vertice ieri mattina a palazzo Sciuti, tra Provincia (in rappresentanza delle Unioni dei Comuni e delle Comunità Montane), Tips (il tavolo che riunisce 16 sigle sindacali e datoriali del nord ovest), e Rete Metropolitana, che hanno tracciato l’ultimo tratto di strada che porterà alle firme sotto un documento complessivo che contenga la strategia e le azioni di sviluppo da finanziare grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. «Viabilità ferroviaria, viabilità interna, industria chimica, energia, agenzia di sviluppo, digitalizzazione e automatizzazione delle aziende – sottolinea il padrone di casa, l’amministratore straordinario della Provincia, Pietrino Fois – sono tra i temi che verranno discussi a Nule il 29 novembre, in una grande assemblea della nostra provincia che vedrà la presenza delle autorità civili, delle rappresentanze sindacali e di tutti gli enti e i partner che sono coinvolti nel Pnnr». «La scelta di incontrarsi a Nule non è casuale – continua Fois – l’attenzione ai piccoli centri, e ai comuni meno collegati con il territorio è una delle priorità. Da Nule parte un messaggio che non lascia intendimenti; il territorio necessita di investimenti mirati il cui indirizzo non può essere imposto dall’alto ma deve arrivare necessariamente dal territorio. Verrà istituita immediatamente una cabina di regia che diventerà l’interlocutore diretto per tutte le dinamiche inerenti il Pnnr e che avrà l’autorevolezza di dialogare direttamente con il ministero».La Provincia, il Tips e la Rete Metropolitana sono in moto da tempo: «interpretando le esigenze – spiegano i protagonisti dell’incontro di ieri – e le criticità del territorio ed elaborando un documento condiviso per lo sviluppo economico e sociale: un patto per lo sviluppo della provincia». Ma il percorso non è ancora finito. «Da oggi alla presentazione del documento a Nule – spiega Fois – si terranno una serie di incontri per rafforzare le linee programmatiche e chiudere il cerchio sulla strategia di sviluppo. Gli investimenti che saranno traghettati sul territorio dovranno essere di lunga durata, capaci di unire sviluppo interno e costiero, rafforzare le dinamiche di inclusione e sconfiggere l’isolamento oltre che lo spopolamento. I protagonisti di questo intervento sono novantadue comuni che insieme alle sigle sindacali sono indiscutibilmente il centro decisionale delle risorse e hanno il diritto di esigere la massima attenzione. Proprio su questo concetto insistono gli esponenti della Provincia, Rete Metropolitana e Tips che si sono incontrati ieri: «Non andremo a Nule per sentirci dire cosa dobbiamo fare, ma dobbiamo dire noi di cosa ha bisogno il territorio. Più passa il tempo, più nascono perplessità su chi deve agire, su cosa dev’essere fatto; il tavolo tecnico ha una linea d’azione strategica ben chiara e soprattutto condivisa. Non abbiamo tempo da perdere».

LA NUOVA SARDEGNA, 9 NOVEMBRE 2021

 

 

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    1 Comment to “Il Nord – Sardegna andrà per conto proprio? «Non ci faremo imporre scelte calate dall’alto», di Giovanni Bua”

    1. By Benedetto Sechi, 12 novembre 2021 @ 09:30

      Meglio tardi che mai, si potrebbe dire! Certo abbiamo bisogno mettere in piedi “politiche di sviluppo locale”, non dettate da un vuoto campanilismo, ma legate alla coesione delle nostre comunità, quelle costiere e quelle dei centri dell’interno. Ma vanno sciolti alcuni nodi nell’assetto degli ordinamenti degli enti locali sardi, che sono preda da troppo tempo della schizofrenia di forze politiche che giustificano la loro esistenza, ora abolendo le province, ora riproponendole, attratti dalla “metropolizzazione” di sassari e Cagliarti, come se queste potessero vivere di luce propria, lasciando l’intera Sardegna ad un destino votato al sottosviluppo, allo svuotamento demografico, culturale ed economico.
      Bene Nule allora, se si ha chiaro che il cagliaricentrismo non si sostituisce con il sassaricentrismo, ma va riordinato l’intero assetto istituzionale, che poggi su uno sviluppo realmente diffuso. Si parla ancora di Agenzia di Sviluppo? Un’altra? Le agenzie ci sono già ed hanno maturato esperienze e competenze sull’uso dei Fondi Comunitari, sono i FLAG, i Gal le Unioni dei comuni. Mettiamole in condizione di operare, liberandole dal gravame burocratico regionale e troveremo, come in molte altre parti dell’Europa l’efficienza utile a provocare sviluppo e coesione sociale.