RITROVATA LA TOMBA DI EFISIO MELIS PRIMO MARTIRE SARDISTA UCCISO DAI FASCISTI, di Mario Carboni.

L’articolo è tratto dalla profilo fb. Ringraziamo l’Autore.

Proprio ieri mattina 30 agosto 2021 ho ritrovato fisicamente dopo una lunga ricerca la tomba di Efisio Melis.

Efisio Melis Ardito nella Brigata Sassari, ferito due volte e decorato di medaglia di bronzo si iscrisse da subito al PSDAz .

Era un noto attivista tanto da far parte delle Camicie Grigie sardiste dalla caratteristica divisa con i Quattro mori sul petto a sinistra sul cuore e come cravatta un nastro nero a ricordare i troppi sardi caduti in guerra.

Durante una sfilata di fascisti partiti da Piazza Yenne si trovava in Via Garibaldi all’angolo con Via Sulis.

Melis che aveva 27 anni, mentre era fra la folla a guardare con la più piccola dei suoi tre figli in braccio, fu affrontato da una camicia nera a cavallo che ostentando un lugrube gagliardetto lo apostrofò ordinandogli di togliersi il cappello.

Probabilmente lo aveva anche riconosciuto come militante sardista e attivista fra i più convinti e decisi.

Efisio non lo fece e alle insistenze dello squadrista che come altri cavalieri faceva sgroppare il cavallo sulla folla, colpendo con nerbi e fruste chi non si toglieva il berretto davanti ai gagliardetti col teschio, non si tolse il cappello ma lo toccò per aggiustarselo meglio in testa guardando negli occhi l’assalitore.

Fu allora che il fascista rispose alla silenziosa sfida, incurante della bambina in braccio ad Efisio, infilzando la punta del gagliardetto nel suo petto ferendolo a morte.

Melis cadde a terra con la bambina, I fascisti picchiarono i soccorritori e impedirono di aiutarlo dicendo: lasciatelo morire in strada e pur soccorso e trasportato all’ospedale perse prematuramente per mano fascista la sua giovane vita.

Da una prima ricerca alcuni anni fa era risultato che la sua tomba costruita con una sottoscrizione popolare era stata riesumata nel Cimitero di Bonaria e le spoglie traslate nel 1969 nel Cimitero di San Michele .

Siete i primi a conoscere questa scoperta dopo il Segretario del PSDAz Christian Solinas, al quale ho dato la notizia del ritrovamento delle indicazioni utili al raggiungimento della tomba del primo martire sardista del fascismo nel Cimitero di San Michele.

Sono andato da solo per verificare l’esattezza della scoperta a distanza di 99 anni da quella tragedia temendo di non trovarla più o illeggibile e in rovina.

In effetti la tomba di Efisio Melis l’ho trovata affiancata a quella della moglie Fanny ambedue in buonissimo stato.

Ho deposto un mazzo di rose rosse e bianche, colori della Brigata Sassari e il distintivo del Partito sardo d’Azione del 1921 riconiato per i 100 anni dalla fondazione del PSdAz il 17 aprile 1921 e scattato qualche foto .

Nella tomba di Efisio Melis è in evidenza la sua foto in divisa da Camicia Grigia, la formazione paramilitare sardista che affrontava le squadracce fasciste come pronto intervento soprattutto nel Sud Sardegna.

Notissimi e temuti dai fascisti erano i ciclisti di Monserrato sempre con la divisa da Camicia Grigia che erano mobilissimi per intervenire dove c’era bisogno per contrastare le violenze fasciste.

A fianco di Efisio Melis è tumulata la moglie Fanny che dovette subire violenze, ostracismo e persecuzione, anche nei giorni dolorosissimi dell’assassinio e della prima tumulazione nel Cimitero di Bonaria e durante il ventennio fascista oltre al dolore di aver perso il giovane marito e dover allevare tre piccoli orfani.

In seguito ne darò più ampia notizia anche per diffonderla meglio e poter inserire le adeguate onoranze e più approfondite ricerche storiche su quei fatti fra le iniziative per il centenario della fondazione del PSdAz in corso di realizzazione.

Sono da sardista ancora emozionato per un ritrovamento in fondo semplicissimo perché chi cerca trova basti che abbia una solida motivazione .

Fortza paris

 

 

Marco Sini

Grazie Mario, ci dai una buona notizia che stimola nuove visite alla tomba di un grande sardista antifascista….a Efisio Melis che da Camicia Grigia ha sicuramente interagito con le Camicie Grigie Monserratine è dedicata una Via a Pirri. Nei giorni sucessivi all’assassinio di Efisio Melis ( 27 novembre 1922) e in tutto il mese di dicembre si susseguono le violenze fasciste a Cagliari ( incendio Camera del Lavoro e Circolo Repubblicano ecc.) e nell’interland….i fascisti riescono ad occupare le sedi del P.S.d’Az. di Monserrato, di Pirri e di Sestu, ed anche le sedi dei rispettivi Municipi (L’Unione Sarda: 22-23 e 26-27 Dicembre). Ma questa occupazione dura solo pochi giorni perchè i sardisti monserratini (e anche quelli di Sestu) reagiscono, si riorganizzano, cacciano i fascisti occupanti e rientrano in possesso della propria sede “rioccupando i loro spazi” (La Nuova Sardegna, 26-27 dicembre 1922).

Proprio negli ultimi giorni di dicembre si consumava anche l’attacco all’autonomia comunale di Monserrato ed alla sua amministrazione sardista guidata dal sindaco Francesco Nonnoi e dal vicesindaco Francesco Sarigu. Infatti, dopo aver sottratto ai fascisti i locali del Municipio che avevano proditoriamente occupato, l’Amministrazione comunale di Monserrato subisce un altro durissimo colpo.

Il Prefetto di Cagliari, con Decreto prefettizio n. 1778 del 23 dicembre, revoca il sindaco sardista Nonnoi, scioglie il consiglio comunale eletto nel novembre del 1920, e nomina commissario prefettizio il Dr. Avvocato Angelo Caredda, il cui nome inizia a comparire negli atti dello stato civile dal 27 dicembre.

(Nella foto tre Camicie Grigie Monserratine del 1922: Peppino Mascia che andrà in carcere nel 1930 con il gruppo di Cesarino Pintus; gli altri sono Serreli e Marini)

 

 

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    1 Comment to “RITROVATA LA TOMBA DI EFISIO MELIS PRIMO MARTIRE SARDISTA UCCISO DAI FASCISTI, di Mario Carboni.”

    1. By Mario Pudhu, 31 agosto 2021 @ 15:43

      Onore a Efisio Melis e a totu sos màrtires sardos e sardistas trazados in su ruolu de “carne da macello” a totu sos masellos de chie nos at dominadu e no fit e no est pessendhe a sa miséria e afàrios nostros, chi at malepeus muntesu e coltivadu a miséria materiale, morale, culturale e política, ma a sos afàrios suos fintzas de àteru domíniu e isfrutamentu.
      Ma una classe política (de cale política?) sarda (???) indigna a infamia at frundhidu e lassadu frundhire in su ludu sa dignidade de sos martires e de sa miríade de zente pòvera iscaminada martirizada in domo e avilida chi mai at a intrare in líbberu perunu!