Ecco la telecamera che dirà chi sei: dei quartieri popolari, in periferia, spesso emarginato.

E per i quartieri dove la delinquenza è invisibile?

Telecamere nuove in grado di riconoscere le targhe delle auto e di identificare le persone attraverso le caratteristiche biometriche: ne saranno installate 46 in 20 strade o incroci, soprattutto in alcuni quartieri come Sant’Elia, San Michele e Is Mirrionis. Un’innovazione in grado di rispondere, come viene spiegato nel progetto della Città metropolitana, finanziato dalla Regione, «alle diverse esigenze di sicurezza urbana».
Il finanziamento
Attualmente sono 60 le telecamere di videosorveglianza piazzate soprattutto nel centro abitato e nelle principali vie d’ingresso alla città. A queste si aggiungono le 35 nell’area vasta. Occhi elettronici che possono controllare il traffico “in diretta”. Proprio la necessità di offrire maggiori informazioni, come la lettura delle targhe o il riconoscimento delle persone solo nei casi consentiti dalla legge, ha spinto il Comune a chiedere un finanziamento regionale per il nuovo sistema di videosorveglianza. Il progetto è stato poi assorbito, insieme a quelli delle altre amministrazioni dell’area vasta cagliaritana, in un unico piano presentato dalla Città metropolitana per un finanziamento complessivo da un milione e 320 mila euro grazie al Por Fesr 2014-2020. Quello destinato al Comune del capoluogo è di 200 mila euro.
Le novità
Oltre alle nuove telecamere servirà, viene evidenziato nel progetto – che ha recentemente ottenuto il via libera dalla Giunta comunale – «prevedere una nuova piattaforma di gestione per poter generare analisi video che possano rispondere alle diverse esigenze di sicurezza urbana». L’attuale sistema è dimensionato «in modo insufficiente, dimensionalmente e qualitativamente, per poter accogliere la prevista integrazione». In questo modo la nuova videosorveglianza consentirà, oltre alla visualizzazione dei flussi di traffico in diretta video, anche la registrazione delle immagini, la conservazione delle immagini «secondo quanto previsto dalla normativa vigente».
Le zone
Le strade individuate sono strategiche proprio per una maggiore «sicurezza urbana», come evidenziato nel progetto della Its Città metropolitana. Le telecamere verranno piazzate sui pali dell’illuminazione pubblica sfruttandone anche l’alimentazione. Nove “occhi elettronici” saranno sistemati all’ingresso della città, in viale Monastir (due all’incrocio con via Gherardo delle Notti, uno con quello di via Cavallo), in viale Elmas e tre in via Po. Otto telecamere controlleranno quello che accade a San Michele, in via Premuda, via Abruzzi (tre), piazza Medaglia Miracolosa (due) e via Bosco Cappuccio (due). Anche Is Mirrionis avrà il suo “grande fratello”: osservate speciali via Quirra e via Timavo (negli incroci con via Montesanto e via Is Mirrionis). Tra le Fiera e Sant’Elia sono previste ben 22 telecamere: in viale Ferrara (quattro), via Caboto (quattro), via Schiavazzi (quattro), via Utzeri (quattro), via Cossiga (due), via Borgo Sant’Elia (una) e viale Diaz (tre). Tre dispositivi saranno piazzati in via Bacaredda, altezza mercato di San Benedetto, e uno in viale Marconi.
Gli altri Comuni
L’intervento “Reti per la sicurezza del cittadino e del territorio”, con il finanziamento da un milione e 300 mila euro, riguarderà anche altri nove Comuni: Quartu, Selargius, Monserrato, Elmas, Decimomannu, Uta, Settimo San Pietro, Sarroch e Villa San Pietro che hanno aderito al progetto, aggregandosi, e delegando la Città Metropolitana.
L’articolo è stato scritto da Matteo Vercelli pr “L’Unione Sarda” del 13 settembre 2020. Il titolo è stato modificato da noi..

 

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