SA CAMBIADA, apocalisse, n° 4, sa ‘e noe dies, zòbia, 19 de martzu 2020, de Boreddu Morette (Salvatore Cubeddu)

De ita foeddàus: de su triballae in domo po sos de atesu. De comente podeus ordinzae su triballu del sos 11.000 impiegaos de sa Regione sarda e de s’Istadu in modu chi una parte dha pigaus dae sos diplomaos e laureaso de sas biddas. Chi abarrant a triballae po sa Regione in domo in soro, in bidda. Tema: Da ieri, 18 marzo, migliaia di impiegati della Regione sarda  (in tutto sono undicimila, ora, nella parte maggioritaria, impiegati negli uffici delle città, soprattutto di Cagliari) operano tramite il telelavoro, invece che negli uffici. E se nel futuro li ditribuissimo anche nei paesi?

IL BOLLETTINO. SA CAMBIADA DE OE. Ispiegaus sos foedhos, spieghiamo i termini (sa cunfidentzia, su triballu in domo). S’INIMIGU, i contrari al cambiamento: sa mandronìa, i pigri mentali. ARRESONAMENTOS PO SA ZENTE, Considerazioni per il Popolo. ARRESONAMENTOS PO CHI CUMANDAT IN SARDIGNA. Considerazione ad uso delle autorità. A SA FINI, corollario

 

IL BOLLETTINO: In Francia: « Il y aura un avant et un après le coronavirus… si nous restons en vie » : des malades témoignent Le  monde, 18.03. 20. In Germania: Merkel pide colaboración ciudadana ante “el mayor desafío desde la Segunda guerra Mundial” El Pais, 18.03.20

In Italia: 35.713 casi positivi e 2.978 vittime. Mai così tanti morti (475) ma i guariti in un solo giorno sono 1.084. Troppi morti a Bergamo: l’esercito porta le bare fuori regione per la cremazione. A Brescia 465 morti«Chi non ha un amico malato non può capire» (il corriere della sera, 19.03.20).

Due positivi al 118 di Quartu. I camici in trincea: il virus entra nella sede dell’Ats.

I rangers – cioè le guardie forestari della RAS – hanno attuato già 451 controlli nelle case dei 13300 autodenunciati perché rientrati dal Continente nelle proprie case in Sardegna. Una denuncia.

Ispiegaus sos foedhos, spieghiamo i termini (sa cunfidàntzia, su triballu in domo).

CUNFIDANTZIA, su zae fidi a unu, narat su ditzionariu de Mario Pudhu. Sa fidi: su credere a unu o a calecuna cosa, mestamente a Deus. Lassare a unu o a una cosachetza de dhi giare atentzione a sa sighia, chentza dha castiare, chenza penz are a su malu, nàrrrere a giare a ischire cosa a persona chi si credet segura, chi giughet capia, chi mantenet su secretu. CONFIDENZA, dar fede a qualcuno. Lo striscione portato dalla delegazione sanitaria cinese appena sbarcato ieri a Malpensa: “Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino”. Propongono la comune appartenenza all’umanità, la motivazione che fonda la reciprocità nella fiducia. I Cinesi ci sanno fare, indipendentemente dalla possibile influenza degli uffici-propaganda dell’apparato statale in una presenza gestita dai reciproci governi. Il problema della fiducia  nella ‘buona fede’ dell’altro è una situazione costante nei giorni del corona virus sempre potenzialmente in agguato, ad entrare da fuori all’interno delle nostre case per arrivare dentro ciascuno con possibilità distruttive, di sofferenza se non di peggio.

 

TRIBALLU A DOMO. Dhi narant smart working, ma s’agatat su numini in sardu, chi connoscheus dae semper, e cussu italianu (lavoro a domicilio) non apretziau dae sos sindacaos. In domo nostra dheus connotu, candu sas domos de sos baccarzos, pastores e massaios fuint su logu ibùa si faiat su pane, su casu, sa tela, sos lintzolos cun sas mantas, si puliat su trigu po sa cota, ‘arrgolìat s’otzu. Ma non in sa modernidade de su triballu in zittade, con sos uffizios de s’Istadu e cun sa fabricas che c’ant bogau su triballu de sas feminas dae sas domos. Come tutte le cose ovvie, gli ignoranti credono di nobilitarle dandogli un nome inglese (in questo caso il sociologo malevolo pensa agli economisti!). Tutti i mediocri politici scoprono l’acqua calda e ce le propinano nella lingua dei già-capi del mondo. Quello che fino a poco tempo fa si chiamava telelavoro, adesso è smartworking o lavoro agile. Così è del ‘lavoro a domicilio’, o ‘lavoro a distanza’ fuori ufficio, del ‘lavoro vicino’ e del ‘lavoro remoto’. In questo sito, qui a fianco, pubblichiamo da mesi lo studio di Enrico Lobina sulla riforma della Regione sarda, nel quale si propone, tra gli altri aspetti della riforma, la diffusione del lavoro impiegatizio delle migliaia di dipendenti regionali in tutto il territorio regionale (anche) quale contributo alla soluzione dei problemi dello spopolamento.

S’INIMIGU, i contrari al cambiamento: sa mandronìa, i pigri mentali..

ARRESONAMENTOS PO SA ZENTE. Considerazioni per il popolo.

Il telelavoro lo spiega così l’articolo de  LA NUOVA del 13 marzo: “grazie a software dedicati, un’azienda può creare una rete intranet attraverso l’internet, che grazie alle protezioni garantite dal software equivale, in termini di sicurezza, a una rete fisica. In questo modo dispositivi distanti chilometri o anche centinaia di chilometri possono lavorare su un unico sistema aziendale, una rete locale estesa geograficamente che consente agli operatori di dialogare fra loro e di accedere ai dati comuni. Il tutto a condizioni economiche vantaggiose, perchè non esiste più alcuna necessità di costruire una linea dati privata, l’uso della rete pubblica basta e avanza anche in termini di efficienza.La scelta di creare una VPN può essere legata a normali esigenze produttive o di economia aziendale, ma in questi giorni di emergenza nazionale è di altro che si parla: è indispensabile tenere le persone al lavoro ma distanti fra di loro, in condizioni di operare liberamente sulla piattaforma aziendale evitando qualsiasi contatto fisico anche con i luoghi del lavoro quotidiano. L’ultimo decreto del Governo non ha fatto altro che suggerire e incentivare questa soluzione, cui enti e aziende stanno cercando di allinearsi: dalle riunioni di lavoro via Skype al dialogo costante attraverso la rete. L’orientamento che sembra affermarsi, dopo anni e anni di perplessità e incertezze, è di decentrare sulle postazioni private tutto il volume di produzione possibile. Lo fanno da tempo colossi dell’ecommerce n….”.

Il saggio che trovate qui a fianco (CONSIDERAZIONI SULLA RIFORMA DELLA BUROCRAZIA REGIONALE ALLA LUCE DI UNA NUOVA VISIONE DEL FUTURO DELLA SARDEGNA, di Enrico Lobina, nei Quaderni della Fondazione Sardinia, nuova serie, n° 1 (in allega) afferma (pag. 123) che “il sistema regione potrebbe migliorare il proprio essere attore di una rinascita delle aree interne, piuttosto che elemento di urbanizzazione”.

ARRESONAMENTOS PO CHI CUMANDAT IN SARDIGNA. Considerazione ad uso delle autorità: estendere il telelavoro e diffonderlo in tutta la Sardegna mirando all’efficienza ed alla vicinanza tra la popolazione. Con quello che ne potrebbe conseguire per i ‘piccoli paesi’.

A SA FINI, corollario. SA CAMBIADA, L’APOCALISSE  di oggi: ad iniziare da ieri, risolti i problemi tecnici che ancora non lo consentivano, le migliaia di impiegati degli uffici della Regione Sarda lavorano nelle proprie abitazioni tramite il lavoro a distanza. Questa pratica era già iniziata presso il comune di Cagliari. I nostri impiegati  potrebbero quindi lavorare per la Regione prescindendo dal luogo, non necessariamente da/a Cagliari. Quindi anche nei propri paesi, dalle proprie abitazioni se la prossima e futura selezione del personale, a parità di condizioni, privilegiasse i giovani laureati e diplomati dei cosiddetti ‘paesi in estinzione’. Evidentemente ci sarebbero dei pro e dei contro, ad esempio il problema del controllo e la complessità contrattuale. Ma … e se ne ragionassimo tenendo conto di tutto?

 

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