Voglia di libro sardo a Torino, di Maria Michela Deriu

Salone internazionale di Torino, tempo di tirare le somme di questa 32 edizione.

 

La Sardegna era presente con ben due stand: uno con pochi libri e l’altro con poco spazio.

Cerco di esprimere meglio il concetto, senza giudizio, premetto, ma attenendomi ai fatti come un qualsiasi visitatore che tra le migliai di proposte editoriali del Lingotto vuol farsi un’idea dell’editoria sarda, dei nuovi e vecchi autori. Vuol farsi un’idea della produzione culturale di questo popolo definito da Cicerone popolo di”mastrucati latrunculi”e oggi che fa?

Pochi i libri, esposti ben spiegati tra le teche per riempire lo spazio.

Nulla che possa attrarre il lettore. Solo una copertina, carina, che rappresenta il volto di un gatto attrae pericolosamente la mia attenzione. Lo prendo in mano e con mio sommo divertimento mi rendo conto che e’ un poster.

Bisogna arrivare fino all’Oval, esattamente Oval x96,  per trovare gli autori sardi (per chi non conosce il Lingotto e’ un luogo lontanissimo dall’ingresso) e per incontrare l’editoria sarda.

Autori di ieri, dalla Deledda a Satta , autori di oggi, tanti e soffocati dallo spazio ridotto. Poca pochissima la visibilita’ di questo stand.

Ma non amareggiamoci e godiamoci la fiera che, oltre ai libri, offre occasioni di incontro: Samantha Cristoforetti, astronauta, ha voluto testimoniare con parole scritte i suoi 200 giorni nello spazio. La dolcezza e l’energia che trasmette inTv e’ amplificata dalla sua presenza. Samantha nasce a Milano ma vive da bimba in un piccolo paese, la notte guardava le stelle e via via, tra sogno e realta’, è diventata ingegnere, aviatrice astronauta.

Ha realizzato un sogno? Lei dice di essere stata fortunata. Chi ha solo un po’ di buon senso sa che in un campo cosi difficile, quando la fortuna bussa alla tua porta, se ti trova a mani vuote, la fortuna scappa. La fortuna ti accompagna se ti trova le mani piene di capacita’, sacrificio, competenza.

Il tema del Salone è ”Noi e il mondo”.

Perfettamente in tema con quello del Lingotto i due romanzi di autori sardi presentati a Torino.

”Il viaggio” di Giovanni Sanna Laina racconta fra intrighi, amori e misteri la sua visione della Sarda Rivoluzione del 1794. Oltre che nel contenuto e’ lo scrittore stesso che e’ in tema col titolo del Salone.

Giovanni Sanna Laina nasce ad Olbia ma la lascia a soli 10 anni per vivere in diverse parti del mondo, il padre infatti e un diplomatico.

Lo scrittore ha lavorato per lungo tempo per i Servizi economici della Commissione Europea, ha insegnato Economia nelle Universita’ di Sassari e Cosenza. Come si pone nei confronti del mondo e’facile da intuire: europeista convinto, vive a Bruxelles ma, se per 10 anni si dedica alla Storia della in Sardegna e in particolare al periodo di fine Settecento, e’ sopratutto un sardo che guarda il mondo. E’,ovviamente, un europeista convinto senza tralasciare le sue origini.

Giampaolo Manca ha presentato il suo”Le cose che sono nell’aria”. Il protagonista del romanzo svolge una professione che io non vorrei mai intraprendere: fa il giudice e deve stendere la sua ultima sentenza. Grande responsabilità. Con questo peso  torna nei luoghi dell’infanzia per riflettere sul caso e, più o meno consciamente, per incontrare se stesso.

Ma torniamo a noi autori sardi e alla nostra scarsa visibilita’.

Alla fine della fiera direi che non ci mancano le capacita’, ne’ la competenza, portroppo siamo ancora mal unidos.

E questa la realta’, poi, ogni fazione avra’ le sue buone ragioni. Non sono Filippo Roversi, il giudice scaturito dalla mente di Giampaolo Manca, per giudicare.

So per certo, come lavoratrice e in ogni campo, che la cordata e’ vincente e soli non si va da nessuna parte.

La  la storia c e l’ha insegnato e noi non l’abbiamo capito. Continuiamo pure cosi e vedremo ancora i nostri lavori sviliti e la fuga di talenti di chi puo’ andarsene.

Mal unidos!

Quando decideremo di interrompere questo cattivo karma?

 

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