Si è appena chiuso il Salone Internazionale del Libro di Torino: la valutazione di un editore cagliaritano, di Michela Deriu

Intervista ad Alessandro Cocco, editore di “La Zattera”.

Si è conclusa la 30ª edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino con vendite in crescita per quasi tutti gli editori che hanno partecipato alla manifestazione. 165.746 i visitatori, di cui 140.746 al Lingotto e oltre 25 mila al Salone Off. La 31ª edizione si svolgerà dal 10 al 14 maggio 2018.

La Sardegna ha partecipato con 31 case editrici e tante manifestazioni interessanti.

Anche “La Zattera” di Alessandro Cocco e’ approdata alla prestigiosa manifestazione

Abbiamo chiesto al giovane editore quali sono state le sue impressioni.

 

È la prima volta che partecipi a questa manifestazione?

Sì, in quanto la casa editrice compie questo mese due anni.

 

Quale miglior compleanno! Che sensazione prova un giovane editore nello stare a fianco dei giganti dell’editoria ?

Esser stato presente al salone è stato sicuramente uno stimolo, in quanto ritengo sia importante il confronto e gli incontri con altri editori per la crescita e lo sviluppo professionale.

 

Non sei venuto solo. Per te quanto è importante il gioco di squadra?

Il gioco di squadra è la base fondamentale per ogni mia creazione e nella mia casa editrice esso trova la sua più grande espressione. Ho un ottimo rapporto con i miei autori, umano oltre che professionale, ed anche con il grafico e con correttori di bozze che lavorano con me e che stimo molto. Sono contento che facciano parte di questa piccola grande famiglia. Ognuno di noi ha un suo ruolo ben definito ed è importante quanto gli altri all’interno della squadra. Io spero di essere per tutti un buon Capitano.

 

Sardegna terra di scrittori, ma tutti si lamentano di non riuscire a varcare il Tirreno. E vero? Quali sono le difficoltà?

Le difficoltà principali, secondo me, sono due: sicuramente quella di essere isolati, è un ostacolo non indifferente per la diffusione dei libri che nascono qui in Sardegna.

La seconda è che il mercato è ormai saturo di editori e autori, talvolta “improvvisati”. Chiunque, sia chiaro, ha il diritto di scrivere o pubblicare un manoscritto, però forse un po’ più di onestà da parte di qualche editore, che pur di pubblicare accetta qualsiasi opera, non guasterebbe.

 

 

Da Murakami a Zafon, per parlare degli autori più venduti, tutti son concordi nel dare alla”fortuna”buona parte del merito del loro successo, ma quanto fa la differenza aver trovato un buon editore?

La fortuna è sicuramente un fattore importante per qualsiasi fuoriclasse, ma secondo me essa incide in minima parte. Un buon editore che svolge un efficace lavoro di marketing, di grafica, di distribuzione e che soprattutto investe sull’autore è sicuramente determinante per un buon successo editoriale.

Altro fattore che ritengo fondamentale è in alcuni casi la fama dello scrittore, ma è altresì importante la bravura e l’arte della buona penna, che fa si che questo generi un buon passaparola.

 

Cosa significa oggi essere un buon editore?

Significa anzitutto essere un lettore, capace però anche di essere imprenditore, dimodochè riesca a percepire le tendenze del mercato. Un buon editore, però, è anche un buon compagno di squadra per l’autore che crede in lui, perché lo ha scelto, e che lo propone fiero e orgoglioso al mercato editoriale.

 

I sardi leggono, e cosa leggono?

I sardi leggono, e me ne accorgo anche dal fatto che oltre ad essere editore sono il titolare della libreria Cocco di Cagliari, il che mi da la possibilità di intervistare i clienti riguardo ai propri gusti letterari. Noto che leggono un po’ di tutto ma soprattutto libri che riguardano la Sardegna dal punto di vista storico o anche misterioso.

 

Periodicamente vengono annunciati i funerali del libro cartaceo, davvero gli ebook stanno sostituendo il vecchio caro libro ?

Credo che la vita del cartaceo sia ancora lunga; gli ebook in Italia incidono per circa il 4% sul fatturato editoriale, e, per quanto sia economico, è difficile che riesca ad eliminare il fascino del libro cartaceo. Nel dubbio, la mia casa editrice pubblica gli stessi libri anche in versione ebook.

 

L’ Espresso ha titolato provocatoriamente che a Torino c’era di tutto: libri, cultura, rumore, mancavano solo gli editori .Ovviamente ci si riferiva al fatto che Tempo di libri di Milano ha causato non poche defezioni di alcuni grandi dell’editoria. È stato regalato un po’ di spazio in più ai piccoli editori?

In realtà c’erano 1200 Editori esposti, anche i grandi, alcuni di essi hanno creato una vera e propria libreria all’interno del Salone (Feltrinelli-Giunti-Einaudi-Sellerio) e soprattutto c’era una super libreria che era un’unione tra 25 librai Torinesi (50mila libri esposti).Vi era inoltre il giusto spazio anche per i più piccoli, ognuno aveva il suo stand dignitoso, per cui con oltre 170.000 presenze e 1.200 editori credo che questo Salone sia stato un successo a tutti gli effetti.

 

Se fossi tra gli organizzatori del salone cosa sopprimeresti e cosa promuoveresti?

Non ho la presunzione. dopo un solo anno di esperienza. di pensare di far di meglio, anche perché onestamente i numeri parlano chiaro e anche dal punto di vista organizzativo non si può che fare un applauso all’organizzazione. L’appuntamento è già fissato per l’anno prossimo sicuro che andrà ancor meglio.

 

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