COSA FAREI SE FOSSI PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI, di Michael Moore

 

VORREI annunciare la formazione di una commissione incaricata di studiare l’eventualità di istituire una commissione esplorativa con il compito di valutare le potenzialità di una candidatura di Michael Moore alla presidenza degli Stati Uniti nel 2016. Per essere chiaro: non sto dichiarando ufficialmente che voglio candidarmi: sto solo dicendo che, se dovessi decidere di scendere in campo con tutta la mia possente stazza, questo è quanto proporrei di fare qualora venissi eletto.
1. Un caricabatterie solo per qualsiasi dispositivo digitale. Già solo questo punto basterebbe a farmi eleggere, ma voglio comunque fare un altro po’ di promesse.
2. Firmerò una legge per abbassare l’età del voto a 16 anni. Un adolescente che a 18 anni può morire per il proprio Paese deve poter dire la sua su chi lo manderà in guerra.
3. Se ci sarà una chiamata alle armi, dichiarerò, come comandante in capo, che i primi a essere reclutati e spediti al fronte dovranno essere i pargoli maggiorenni di tutti i membri del Congresso, del presidente e dei ministri (e poi, in ordine, i figli degli ad delle aziende del Fortune 5-00 , degli appaltatori militari e dei dirigenti dei media). Questa misura dovrebbe ridurre il numero delle guerre.
4. Condonerò a tutti gli studenti universitari i debiti che hanno contratto per studiare. Torneremo a un sistema di borse di studio con lavoro part-time, sovvenzioni e prestiti minimi a interessi zero. Il college dovrebbe essere gratuito.
5. Ridurrei del 75 per cento i fondi per la difesa. Con i soldi risparmiati pagherei il college gratuito e buona parte delle proposte che seguono. Avremmo comunque uno dei più grandi eserciti del mondo e la capacità militare per distruggere il mondo ripetute volte, solo un po’ meno di prima.
6. Tutti gli americani avranno gli stessi piani sanitari gratuiti a cui hanno accesso i membri del Congresso.
7. Il suddetto piano sanitario includerà cure mentali e odontoiatriche gratuite: se gli americani avessero la possibilità di farsi mettere a posto denti e testa quando necessario, il costo e la necessità di andare da un medico si ridurrebbe.
8. I ricchi pagherebbero la stessa percentuale di contributi previdenziali, su tutto il loro reddito, che paga ogni americano di classe media. Ora come ora, chi guadagna più di 118.500 dollari paga zero contributi sulla parte eccedente quella cifra. Per converso, ogni lavoratore che guadagna meno di 118.500 dollari paga i contributi sul suo intero reddito. Se i ricchi fossero obbligati a pagare i contributi su tutto quello che guadagnano, nelle casse della previdenza pubblica ci sarebbe denaro a sufficienza per andare avanti quasi fino al prossimo secolo.
9. Torneremo alle aliquote sul reddito che esistevano quando era presidente quel grande repubblicano che era Gerald Ford. Non c’è bisogno di tornare ai tempi di Eisenhower, quando i ricchi pagavano un’aliquota superiore al 90 per cento. Mi accontento di tornare all’ultimo repubblicano prima di Reagan, quando le élite pagavano intorno al 70 per cento.
10. Treni ad alta velocità. Non aggiungo altro.
11. Messa al bando dello sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio. Questo veleno a buon mercato è di difficile reperibilità nel resto del mondo civilizzato per una serie di ragioni che potrebbero avere a che fare col fatto che quasi tutti i Paesi in questione hanno un’incidenza di diabete più bassa degli Stati Uniti.
12. Chiunque usi il proprio cellulare dentro a un cinema sarà soggetto a “reidratazione retta- le” (ringrazio la Cia per questo spunto!).
13. Bando pressoché totale per pistole e armi semiautomatiche, campagne elettorali di otto settimane, ritorno alle schede elettorali cartacee, divieto di spot di farmaci in tv, regole stringenti per il settore bancario e finanziario, rifiuto di sopprimere le libertà civili dopo attentati terroristici, rapporti commerciali con Cuba e una versione del football americano con i tentativi di meta ridotti a tre.
14. Tutte le scuole torneranno a insegnare educazione civica: se i giovani possono votare a 16 anni devono sapere cosa possono fare per votare e rivoltare il Paese.
15. Tutti gli studenti dovranno imparare a scrivere in corsivo. Non ci togliete l’unica cosa che tutti siamo in grado di fare ed è unica per ciascuno di noi. Il corsivo è l’impronta digitale della nostra creatività. Scrivere a mano consente alla nostra anima di venir fuori. Il mondo è già abbastanza freddo e aspro: perché toglierci questo piccolo, personale pezzo di umanità?
16. Non sosterremo teocrazie. E cominceremo da noi stessi: sono 35 anni che sono costretto a rispettare leggi istigate dalla destra cristiana e mi sono stufato. Per fare la mia parte, unirò in matrimonio gay chiunque voglia.
17. Tutti gli americani avranno quattro settimane obbligatorie di ferie retribuite. Ai datori di lavoro spedirò gli studi che dimostrano che così aumenta la produttività.
18. Le prigioni non saranno possedute o gestite da aziende private, ma dalla collettività. Non saranno più luoghi di punizione, ma centri di formazione. Non esisteranno per incarcerare le razze o le etnie che non hanno potere. Gli individui non violenti non verranno messi dietro le sbarre. Chi ha rubato, dovrà restituire il maltolto. Criminali delle grandi imprese, sto parlando di voi.
19. Ci sforzeremo di essere gentili: fra di noi, con il mondo e con noi stessi. Come presidente, mi proporrò l’estirpazione dell’ignoranza come più alto scopo. L’ignoranza porta alla paura, la paura porta all’odio e l’odio porta alla violenza. Per troppo tempo questa equazione ha dominato l’America. La strada verso la sua rimozione comincia con la mia elezione. (Copyright The Nation.
Traduzione di Fabio Galimberti)

La repubblica 29 marzo 2015-03-30

 

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