Quando il grande Horatio Nelson voleva la Sardegna per la corona inglese, di Maria Michela Deriu

Proseguendo nella rubrica  IL LIBRO RITROVATO, 2 …  da M. M. D.

Come abbiamo annunciato nella predente rubrica prima di proseguire nel  raccontare l’interessantissimo carteggio tra Lord Nelson e la corte Britannica cerchiamo, per quanto possibile, di contestualizzare personaggi ed eventi.

Napoleone Bonaparte è nel momento più fulgido del suo successo, dopo il colpo di Stato del 1799  del 18 brumaio(novembre) assunse il potere con la carica di Primo Console, nel 1804  a maggio diventa Imperatore dei francesi.

Grande stratega nei campi di battaglia non è altrettanto abile negli scontri sul mare. La vera regina dei mari è l’Inghilterra che in questo momento ha paura, si vede minacciata dai francesi  che non fanno mistero di volerla invadere.

Punta di diamante dell’equipaggio Britannico è Horatio Nelson che seppure già privo di un occhio e del braccio destro è abilissimo nel condurre la sua flotta sui mari, non da ultimo ha un tale impatto emotivo sul suo equipaggio da farne un leader indiscusso sotto il profilo motivazionale.

Luciano Bonaparte, fratello minore di Napoleone, 6 anni meno di lui, è il vero spin doctor del fratello.

Abile diplomatico, relegato a ruoli minori dopo l’ascesa del fratello a primo console, è pur sempre in grado di condurre vantaggiosi negoziati. La paura di Nelson riguardo ai francesi è fondata in quanto, come abbiamo detto, da voci ben informate pare che la Francia  voglia proporre al Re di Sardegna uno scambio tra l’Isola e Parma e Piacenza.

I  re di Sardegna sono a Cagliari dal 1799, fuggiti da Torino dopo l’occupazione napoleonica.

Con questo scenario vediamo come viene accolto alla corte Britannica il desiderio di Nelson di acquisire l’isola di Sardegna.

Per lungo tempo si è pensato che le lettere di Nelson fossero rimaste senza risposta:

non è vero. Sicuramente  data la delicata situazione internazionale il segreto prevalse sulla divulgazione e una delle prime risposte  Nelson la ricevette dal Ministro degli Esteri Lord Harrowby in data 29 agosto 1804.

In questa  lettera si parla di una missione segretissima  dell’Ufficiale di Fanteria  Leake che doveva indagare sui vari aspetti dell’isola di Sardegna in virtù della sua esperienza professionale.

Scrive il Ministro

“ Per vari motivi per cui non posso riportarvi i dettagli, nessuna comunicazione è stata fatta al Re (di Sardegna) e ai suoi Ministri su questo argomento.

Il Capitano Leake deve essere considerato sotto gli ordini di Vostra Signoria.

Nei diversi spostamenti trai i porti della Sardegna sorveglierete sulla condotta del capitano Leake e di qualsiasi Ufficiale di Marina che possa accompagnarlo, allo scopo di non suscitare alcun allarme o gelosia.

E’ particolarmente importante che non sorgano sospetti prematuri sull’occupazione da parte di truppe britanniche di qualsiasi porto della Sardegna, poiché tale sospetto servirebbe solo ad accelerare l’attacco dei francesi.

Avrete visto dalla lettera di Lord Camdem che non abbiamo forze sufficienti per questo scopo e l’unica speranza di preservarla si basa sulla difesa navale.

Il rinforzo che è stato inviato ora può permettervi con meno disagio di stazionare vicino allo stretto di Bonifacio”

Dello stesso avviso è la lettera di Lord Camdem allora Ministro della guerra.

“Questa lettera come una che Vostra Signoria riceverà da Lord Melville, valuterà il peso delle Vostre osservazioni e i vostri ragionamenti riguardo la Sardegna.”

La leadership inglese pur essendo d’accordo su quanto valutato da Nelson dà la priorità, e come darle torto, al pericolo che si palesa  sotto casa: un gran numero di truppe francesi si stanno concentrando aldilà della Manica, il pericolo di una invasione pare prossimo e reale.

Per questo così continua il Conte Camdem :

“Il fatto che si mandino altre truppe in Sardegna è subordinata al fatto che l’isola cada nelle mani dei francesi. Io penso che questo non potrà verificarsi prima della fine dell’anno in corso.”

Il Ministro della guerra non sottovaluta il pericolo dell’invasione francese e esorta Nelson ad informarlo subito qualora lui venga a conoscenza che :

“ Dal Capitano Leake, o da qualsiasi altra fonte che dipenda da Vostra Signoria, si possano dare notizie più minuziose sulla Sardegna, sia se si dovesse intuire di prenderne possesso o notizie che potranno essere utili in tempi futuri. Nel frattempo Vs Signoria adoperi ogni mezzo per impedire la grave disgrazia: che la Sicilia e la Sardegna cadano nelle mani dei francesi.”

Nelson non sembra entusiasta della visita del Capitano Leake, lo riceve con quanta cortesia non  sappiamo, poi scrive al Ministro della guerra e contestualmente a Lord Harrowby:

“Sappiamo tutto quello che è a noi necessario sulla Sardegna : non ha danaro, non ha truppe, non ha mezzi di difesa ……”. Il tono sembra abbastanza seccato di questa sorta di “ supervisione”.

La lunga permanenza della flotta inglese nell’arcipelago del Nord Sardegna è dovuta a vari motivi:

barcamenarsi su quello stuolo di isole e isolette non è facile, molto Nelson deve al capitano Ryve, esperto cartografo, che ringrazia personalmente.

La lungimiranza inglese ora da’ i suoi frutti, finalmente quello strano via vai di ufficiali inglesi che tra il ‘700 e l’’800 scorrazzavano tra le nostre coste ha un senso.

La caratteristica principale che contraddistinse la Sardegna per i cartografi inglesi  e che affascinò Nelson  è che la nostra isola è equidistante da Napoli, da Palermo, da Capo san Sebastiano e ovviamente da Tolone.

Altro motivo per cui la permanenza della flotta inglese rimase tranquilla e indisturbata in acque straniera fu la”tolleranza” dei Savoia.

In parte per l’antico accordo anglo-sardo del 1793 e ancor di più per i 18 vascelli che portavano ciascuno 120 cannoni i Savoia fecero buon viso a cattivo gioco.

 

Il Console francese a Cagliari definì scandalosa la tolleranza sarda verso gli inglesi.

In realtà i Savoia non fecero che mettere in atto la strategia che per secoli ne assicurò la discendenza: cercare di barcamenarsi tra grandi potenza, Austria o papato che fosse. Questa volta era il turno della Francia e dell’Inghilterra e loro cercarono di appoggiare quella che pareva più mite e meno aggressiva,

Casa Savoia seppure considerata, come sottolinea lo stesso Nelson, una casata con un regno debole  è stata una delle più antiche dinastie d’ Europa che fonda le sue radici fin dal 1003. Non  potendo contare sulla forza, fece della diplomazia il suo cavallo di battaglia.

D’altro canto come si evince dall’ampio carteggio tra Nelson e la Corte di Londra  la politica inglese  aveva come obiettivo quello di non creare nessun incidente diplomatico.

Nelson è soddisfatto della salute e del comportamento dei suoi marinai e dei maddalenini che, così si dice, furono ospitali con i forestieri.

Come segno di riconoscenza l’ammiraglio donò alla Chiesa di La Maddalena 2 candelabri d’argento.

Il 19 gennaio 1805 il vascello di vedetta segnalò che a Tolone la flotta francese aveva preso il largo.

Si dice che quando  fu dato l’ordine di salpare a bordo delle navi inglesi fervessero le feste, ma tutti accolsero con entusiasmo l’inizio di una nuova avventura,

Si concluse quel 19 gennaio  sulla scia della nave Victoria il rapporto tra Nelson e la Sardegna. Pochi mesi dopo il 21 ottobre del 1805 Nelson fu ucciso da un cecchino francese e non potè festeggiare la schiacciante vittoria inglese sull’armata fanco spagnola. Trafalgar fu una di quelle battaglie che cambiarono il senso della storia. Tutt’ora in Gran Bretagna si festeggia il Trafalgar Day.

Questo è quello che fino ad oggi è stato reso pubblico ma recentemente  dagli Archivi  del National  Archives di Londra è stato scoperto, casualmente, da due  studiosi cagliaritani una segretissima corrispondenza tra Carlo Felice e l’Ammiraglio Nelson.

In questo carteggio segreto Carlo Felice offre a Giorgio III il protettorato della Sardegna,

Il Vicerè Sabaudo, fatti i debiti conti, preferisce la sudditanza britannica  alla servitù napoleonica.

La storia e tutta da scrivere, sarà resa pubblica una volta tradotta dal francese e dall’inglese e poco altro sappiamo oltre al fatto che Carlo Felice a ridosso di Trafalgare era pronto a cedere a Sua Maestà Britannca la nostra isola.

In attesa che la miniera dell’Archivio di Londra riveli preziose notizie è certo l’interesse per il primo storico carteggio.

Da fonte autorevole quale la BBC apprendiamo che una sola lettera maddalenina di Nelson è stata battuta all’asta per 17.000 sterline e altre seguiranno.

Una vera miniera d’oro.

 

 

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