PER LIBERARE I SARDI DAGLI STEREOTIPI, di Omar Onnis

Si dice che i sardi non fanno gruppo? Filosofia de Logu afferma il contrario.

È arrivato in libreria “Filosofia de Logu”. Decolonizzare il pensiero e la ricerca in Sardegna, prima opera collettiva dell’omonimo gruppo di studio. Curatori dell’opera, Sebastiano Ghisu e Alessandro Mongili, autori anche di due dei saggi. Gli altri sono: Giada Bonu, Gianpaolo Cherchi, Alessandro Derrù, Riccardo Onnis, Federica Pau, Cristian Perra, Andrea Pili, Cristiano Sabino e Omar Onnis. Abbiamo chiesto, dunque, a Onnis di offrirci uno sguardo interno al progetto.
Filosofia de Logu è un gruppo di studiosi, formatosi nell’autunno del 2019, col proposito di far progredire la ricerca e l’attività intellettuale in Sardegna. Punto di partenza, l’analisi dei problemi di impostazione e di natura ideologica che le riguardano. Il fatto stesso di essere un gruppo, per giunta eterogeneo e aperto ad altre adesioni, è una prima smentita del luogo comune che vuole i sardi divisi e incapaci di collaborazione (uno degli elementi mitologici più forti e al contempo più deprimenti della nostra presunta “identità”). Il libro in uscita è il frutto di un lavoro che ha già prodotto la creazione di un sito (filosofiadelogu.eu) e la pubblicazione in tale sede di molti articoli su varie tematiche culturali, politiche e sociali. Gli undici saggi radunati nel libro, partendo da premesse comuni, riguardano a loro volta ambiti disciplinari diversi (dalla filosofia, all’architettura, passando per sociologia, storia, estetica). I testi rispondono a severi criteri di rigore metodologico e contenutistico, avendo passato il vaglio di una rilettura critica incrociata tra gli autori e le autrici e, nella maggior parte dei casi, anche di una revisione anonima, come prescrivono le pubblicazioni accademiche.
La scelta
Tale scelta è stata apprezzata dall’editore, immediatamente convinto della bontà del progetto, benché riguardi specificamente la Sardegna. L’Isola, al contrario di quanto si pensa, è un oggetto di studio che incuriosisce molto, fuori dai suoi confini, proprio perché in realtà è poco conosciuta. Quando si parla di Sardegna, fuori dall’Isola, si impiegano per lo più luoghi comuni e narrazioni di comodo. A cui prestano fede anche molti sardi. È uno dei problemi che Filosofia de Logu si propone di far emergere come tema di ricerca e di discussione pubblica. Un altro obiettivo è di restituire agli studi riguardanti Sardegna, in qualsiasi ambito, la loro collocazione reale, ossia il contesto storico e culturale sardo. Non esiste materia di studio o tema di ricerca che non siano “situati”, che non abbiano la propria radice e le proprie motivazioni nel tempo e nello spazio in cui si realizzano. Pretendere che gli studi accademici che si svolgono nell’Isola non siano legati al contesto sardo e che invece abbiano una collocazione in un “ovunque” indeterminato, o in un contesto ipotetico, estraneo, costituisce un problema con molti risvolti culturali e pratici. Negli undici saggi del libro si affrontano tali questioni ed altre ancora, secondo i canoni e le cornici interpretative delle diverse discipline, senza la pretesa di esaurire gli argomenti, ma anzi con l’aspettativa di suscitare domande e riflessioni ulteriori.
Collettivo
Il coordinamento del lavoro collettivo e la cura dell’opera sono affidati a Sebastiano Ghisu e Alessandro Mongili, docenti universitari di lungo corso e saggisti collaudati, nei rispettivi ambiti di studio. Gli autori e le autrici a loro volta provengono da varie esperienze di studio, di ricerca e di pubblicazione. Le differenze nella loro estrazione anagrafica e nella tipologia di studi fatti arricchiscono i punti di vista di partenza, pur nella consonanza finale dei rispettivi lavori. Gli undici saggi hanno ciascuno una propria voce e un proprio focus tematico, ma è possibile leggerli come tanti tasselli di un articolato ragionamento d’insieme, con inevitabili richiami reciproci. Per la natura dei temi trattati e per il taglio rigoroso scelto non si tratta di testi pensati per la divulgazione, ma inevitabilmente rivolti prima di tutto a un pubblico informato. Non solo al mondo accademico, tuttavia, ma anche ad appassionati, operatori culturali, lettori curiosi.
L’Unione Sarda 11 febbraio

 

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    1 Comment to “PER LIBERARE I SARDI DAGLI STEREOTIPI, di Omar Onnis”

    1. By Mario Pudhu, 22 febbraio 2021 @ 07:11

      A nois nos at imbriagadu su domíniu istranzu e prus de zúghere ogros e origras pro abbaidare e iscurtare sa realtade paret chi ndhe zughimus pro abbaidare e iscurtare su chi ndhe narant sos istranzos, tipu cudhu “Sardos pocos locos e male unidos” de su re ispagnolu nendhe a sos barones suos etotu “dislocati” in Sardigna e pro cussu nados “sardos” ca sardos semus nois, e gai etotu candho sos istranzos no bantant, s’iscuru a nois, colèndhennos sa manu in sa cosa (che a sos batos, chi tandho àrtziant sa coa cuntentos) ma no che a sos batos prontos a nos ispèrdere a cumandhu, comente at iscritu su biadu de Vittoriu Angius in su “Innu sardu” a sos Savoia e comente los bantaiant in sa gherra de su 1915-18 in su Primu Masellu Mannu.
      Ello sinono proite sos Sardos zughimus “pilu in su coro”?

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